L’essenziale (TL;DR):
- Sintomi principali e fattori di rischio
- Diagnosi con esami clinici e test molecolari
- Terapia antifungina e decontaminazione dell’ambiente
Come si riconosce la tigna nel gatto?

La tigna nel gatto si manifesta principalmente con alterazioni del mantello e lesioni cutanee caratteristiche. Nella maggior parte dei casi la dermatofitosi felina è causata da Microsporum canis, anche se in alcuni casi possono essere coinvolti altri dermatofiti, come Trichophyton mentagrophytes.
Una revisione pubblicata nel 2024 conferma che Microsporum canis rappresenta il dermatofita più comunemente isolato nei gatti con dermatofitosi.
Questa micosi è più frequente nei gatti giovani, nei soggetti immunodepressi e negli animali che vivono in comunità numerose, come rifugi, allevamenti o colonie feline, dove il fungo si diffonde più facilmente.
Anche se la tigna presenta spesso sintomi evidenti, alcuni gatti possono essere portatori asintomatici e diffondere il fungo nell’ambiente pur senza mostrare segni clinici. Questo rende la dermatofitosi particolarmente difficile da controllare nelle case con più animali.
Secondo studi recenti, alcune razze come Persiano, Maine Coon e Sphynx sembrano più predisposte alla malattia a causa di diversi fattori genetici e immunitari.
I sintomi della tigna
I sintomi della tigna nel gatto possono variare in base all’estensione dell’infezione e alla risposta immunitaria dell’animale. Nelle fasi iniziali la dermatofitosi può comparire come una piccola area con perdita di pelo o lieve desquamazione, che tende progressivamente ad allargarsi. In molti casi le lesioni assumono la tipica forma di anello caratteristica della dermatofitosi.
I segni clinici più frequenti includono:
- lesioni circolari con perdita di pelo centrale;
- desquamazione e croste;
- alterazioni della struttura del mantello, con pelo fragile, opaco o spezzato;
- arrossamento della pelle;
- prurito variabile;
- infiammazione delle unghie del gatto nei casi più avanzati.
Le lesioni compaiono soprattutto su testa, orecchie, zampe e coda, ma nei casi più gravi possono estendersi alla maggior parte delle aree del corpo. Nei gatti a pelo lungo i sintomi risultano spesso meno evidenti nelle prime fasi e possono essere confusi con dermatiti o altre irritazioni cutanee.
Quando il prurito è intenso, l’animale tende a leccarsi e grattarsi frequentemente, irritando ulteriormente la pelle. In presenza di sintomi persistenti è importante rivolgersi al veterinario per ottenere una diagnosi corretta.
Differenze tra tigna, dermatite, rogna, malattie del pelo, tigna favosa
La tigna può essere confusa con altre malattie cutanee perché provoca sintomi simili, come perdita di pelo, arrossamento, croste e prurito. Tuttavia le cause e i metodi di trattamenti sono molto diversi.
La dermatite è un’infiammazione della pelle del gatto spesso legata ad allergie o irritazioni e non sempre è contagiosa. La rogna, invece, è causata da acari microscopici e può provocare croste e forte prurito. Anche stress, malnutrizione, condizioni igieniche scarse e altri fattori legati allo stato di salute del gatto possono aumentare il rischio di contagio.
Esiste inoltre una forma più rara chiamata tigna favosa, caratterizzata da croste spesse e giallastre. Per distinguere correttamente queste patologie è fondamentale una diagnosi veterinaria accurata.
La dermatite è contagiosa?
Dipende dalla causa. Alcune dermatiti, come quelle allergiche o irritative, non sono contagiose. La tigna, invece, può trasmettersi facilmente tra animali e, in alcuni casi, anche all’uomo perché è causata da funghi dermatofiti.
I gatti che vivono in comunità, come rifugi o case con più animali, sono generalmente più esposti al rischio di contagio.
Come si prende la tigna?
La trasmissione della tigna avviene principalmente attraverso il contatto diretto con un animale infetto, ma anche tramite peli, squame cutanee e oggetti contaminati dalle spore fungine. Cucce, coperte, tiragraffi, spazzole e trasportini possono trattenere il fungo per diverse settimane.
La dermatofitosi tende a diffondersi più rapidamente negli ambienti con molti animali, come rifugi, allevamenti e gattili e caratterizzati da condizioni igieniche scarse. I gatti giovani, immunodepressi o debilitati risultano generalmente più vulnerabili all’infezione.
Anche i portatori asintomatici possono trasmettere il fungo senza mostrare sintomi evidenti, favorendo la diffusione della malattia nelle case con più animali.
Come avviene la trasmissione all’uomo?
Una revisione scientifica recente definisce la dermatofitosi una zoonosi altamente infettiva diffusa sia negli esseri umani sia in numerose specie animali.
Citazione dell’esperto: “La dermatofitosi è una zoonosi altamente infettiva comunemente riscontrata negli esseri umani e in numerose specie animali a livello globale”. – O’Connor C. et al. A comparison of the existing recommendations for human and veterinary clinicians on the management and prevention of the zoonotic aspects of dermatophytosis: a scoping review. PLOS One, 2025
La tigna del gatto può trasmettersi quindi all’uomo, soprattutto in presenza di contatti diretti con un animale infetto. Le spore fungine possono depositarsi su tessuti, vestiti e superfici domestiche, restando vitali per diverse settimane.
Le situazioni che favoriscono maggiormente il contagio includono:
- contatto diretto con un gatto infetto;
- convivenza con più animali domestici;
- pulizia insufficiente degli ambienti;
- presenza del fungo su tessuti e superfici;
- sistema immunitario indebolito o presenza di patologie cutanee.
Le persone più vulnerabili sono generalmente bambini, anziani e soggetti immunodepressi.
Negli esseri umani la tigna si manifesta spesso con chiazze arrossate, desquamazione e prurito, soprattutto su mani, braccia, collo o viso dopo il contatto con l’animale infetto.
Come si cura la tigna?
La cura della tigna nel gatto richiede tempo, costanza e una corretta gestione della casa. Anche se le lesioni cutanee possono migliorare dopo poche settimane, la completa eliminazione del fungo richiede spesso metodi di trattamenti più lunghi e controlli veterinari periodici. Anche il periodo di incubazione del fungo può variare da un animale all’altro, rendendo più difficile individuare precocemente l’infezione.
La durata della terapia varia in base all’estensione dell’infezione, all’età del gatto, alle sue difese immunitarie e alla presenza di altri animali conviventi. Nei casi più semplici la guarigione può avvenire nel giro di alcune settimane, mentre le forme più diffuse o persistenti possono richiedere diversi mesi.
Durante il trattamento il gatto può continuare a diffondere spore fungine nell’ambiente anche quando i sintomi sembrano in miglioramento. È dunque importante non interrompere la terapia prima del tempo, anche quando i sintomi sembrano migliorare.
In molte situazioni può essere necessario limitare temporaneamente i contatti con altri animali domestici, specialmente nelle case con più gatti o in presenza di soggetti particolarmente vulnerabili.
Oltre alla terapia veterinaria, anche la pulizia dell’ambiente gioca un ruolo fondamentale nel percorso di guarigione. Tessuti, cucce, spazzole, tiragraffi e superfici frequentate dal gatto devono essere puliti regolarmente per ridurre la presenza del fungo e limitare il rischio di reinfezione.
Per confermare la completa guarigione il veterinario può consigliare controlli periodici o ulteriori esami diagnostici, a maggior ragione nei casi più estesi o recidivanti.
Farmaci e pomate contro la micosi del gatto
Il trattamento della tigna nel gatto può prevedere l’associazione di terapie sistemiche, prodotti ad uso locale e misure di gestione ambientale. La scelta della cura dipende dalla gravità dell’infezione, dall’estensione delle lesioni, dall’età del gatto e dalla presenza di altri animali conviventi.
Nei casi più lievi il veterinario può consigliare shampoo, lozioni, spray o creme antifungine da applicare direttamente sulle aree colpite, mentre nelle forme più diffuse o persistenti può essere necessaria una terapia per via orale. I principi attivi utilizzati più frequentemente includono itraconazolo, terbinafina, miconazolo e clotrimazolo. In alcuni protocolli terapeutici vengono impiegati anche bagni medicati a base di lime sulfur oppure formulazioni contenenti clorexidina e miconazolo.
I metodi di trattamento locale aiutano a ridurre la quantità di spore presenti sul mantello e sulla pelle del gatto, limitando il rischio di contagio tra animali. La terapia sistemica, invece, agisce dall’interno dell’organismo e viene generalmente riservata ai casi più estesi o difficili da controllare.
Durante la cura è importante seguire attentamente le indicazioni del veterinario e rispettare dosaggi e tempi di somministrazione. Interrompere il trattamento troppo presto può favorire le recidive e prolungare la permanenza del fungo nell’ambiente frequentato dal gatto.
In molti casi il veterinario consiglia anche di spazzolare regolarmente il gatto per rimuovere peli contaminati e migliorare l’efficacia dei trattamenti antifungini.
Consiglio Santévet: durante la terapia può essere utile spazzolare regolarmente il gatto, ancor di più se a pelo lungo. Rimuovere i peli contaminati aiuta a contenere la diffusione delle spore fungine in casa.
Come eliminare le spore del fungo in casa?
La pulizia dell’ambiente è una parte fondamentale del trattamento della tigna. Anche dopo il miglioramento dei sintomi, le spore fungine possono sopravvivere a lungo su superfici, tessuti e accessori utilizzati dal gatto.
Secondo StatPearls, le spore dei dermatofiti possono persistere nell’ambiente aumentando il rischio di reinfezione se le superfici contaminate non vengono sanificate correttamente.
Per ridurre il rischio di contagio è importante pulire regolarmente cucce, coperte, tiragraffi, spazzole e trasportini, oltre ad aspirare frequentemente pavimenti e tessuti. Nelle case con più animali può essere utile isolare temporaneamente il gatto infetto durante le prime settimane di terapia.
Diagnosi della tigna

La diagnosi della tigna richiede una visita veterinaria e, in molti casi, esami specifici per confermare la presenza dei dermatofiti. Alcune malattie cutanee possono infatti provocare sintomi simili, rendendo difficile distinguere la dermatofitosi da altre patologie della pelle del gatto.
In molti casi, gli esami diagnostici rappresentano l’unico modo per confermare con precisione la presenza dei dermatofiti. Uno degli strumenti più utilizzati è la lampada di Wood, una luce ultravioletta che evidenzia alcune specie fungine attraverso una fluorescenza caratteristica del pelo infetto.
Per ottenere una diagnosi più accurata il veterinario può eseguire una coltura fungina, analizzare peli e squame cutanee al microscopio o, in alcuni casi, anche test molecolari come la PCR. In uno studio pubblicato nel 2024, la PCR ha mostrato livelli elevati di sensibilità, specificità e accuratezza nella diagnosi della dermatofitosi felina.
Una diagnosi precoce permette di iniziare rapidamente il trattamento e adottare le misure necessarie per limitare la diffusione del fungo nell’ambiente e ridurre il rischio di contagio tra animali conviventi.
Quanto costa curarla?
Il costo del trattamento della tigna può variare in base alla gravità dell’infezione, alla durata della terapia e al numero di controlli veterinari necessari. Nei casi più semplici la guarigione può richiedere solo alcune settimane, mentre le forme più estese o recidivanti possono comportare trattamenti più lunghi e costosi.
Oltre ai farmaci antifungini, bisogna considerare anche le visite veterinarie, gli esami diagnostici e la sanificazione dell’ambiente domestico, fondamentale per limitare il rischio di reinfezione.
Ecco una stima indicativa dei costi più comuni associati alla diagnosi e al trattamento della dermatofitosi felina:
| Prestazione | Prezzo indicativo |
|---|---|
| Consultazione veterinaria per la diagnosi | 30–60 € |
| Esami diagnostici (lampada di Wood, coltura fungina, microscopio) | 50–150 € |
| Trattamento antifungino orale | 40–100 € al mese |
| Trattamenti topici (shampoo, lozioni, spray) | 20–50 € |
| Disinfezione della casa | 15–50 € |
| Trattamento completo (diagnosi + farmaci + sanificazione) | 200–600 € |
Le spese possono aumentare quando in casa vivono più animali oppure quando il gatto necessita di controlli veterinari ripetuti per confermare la completa eliminazione del fungo. Anche la durata della terapia influisce sul costo finale, poiché alcuni gatti possono restare contagiosi per diverse settimane.
I protocolli, le vaccinazioni e i trattamenti possono variare a seconda delle normative e delle pratiche italiane.
FAQ
Quanto costa diagnosticare la tigna nel gatto?
La visita veterinaria e gli esami diagnostici possono costare complessivamente tra gli 80 € e i 200 €, a seconda degli accertamenti necessari.
Quanto costa il trattamento della tigna?
Tra farmaci, shampoo antifungini e controlli veterinari, il costo totale può variare indicativamente tra i 200 € e i 600 €.
Quanto costano i farmaci contro la tigna del gatto?
I farmaci antifungini orali possono costare tra i 40 € e i 100 € al mese, a cui possono aggiungersi shampoo, spray o lozioni antimicotiche.
Fonti:
https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC10949877
https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/38808284
https://www.ncbi.nlm.nih.gov/books/NBK544360
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