Quali sono le malattie più comuni nei gatti?
Le patologie più frequenti nei felini domestici si dividono in tre grandi famiglie:
- Malattie virali e infettive — FeLV, FIV, FIP, panleucopenia, rinotracheite contagiosa, calicivirosi, clamidia.
- Malattie parassitarie e cutanee — pulci, vermi intestinali, tigna e altre micosi dermatologiche.
- Patologie croniche e legate all’età — insufficienza renale, ipertiroidismo, diabete, problemi dentali.
La maggior parte dei gatti può essere protetta da queste patologie grazie a un calendario vaccinale aggiornato, a trattamenti antiparassitari regolari e a controlli periodici dal veterinario di fiducia.
Influenza felina: una malattia delle vie respiratorie
Che esca o meno di casa, ogni gatto può contrarre l’influenza felina (chiamata anche corizza), una rinotracheite contagiosa che, nei soggetti più fragili, può rivelarsi mortale. La malattia si manifesta con infezioni delle vie respiratorie superiori: secrezioni nasali, scolo oculare e starnuti ripetuti.
L’agente infettivo responsabile è in genere un virus: l’herpesvirus felino (FHV-1) o il calicivirus (FCV). A questi si aggiungono spesso batteri che provocano infezioni secondarie e complicanze. Per questo motivo l’influenza felina viene a volte chiamata «raffreddore del gatto», anche se la sua gravità non è paragonabile.
I sintomi dell’influenza felina
I segni clinici più ricorrenti includono:
- Secrezioni nasali e oculari, talvolta con occhi gonfi
- Febbre, starnuti frequenti e tosse
- Lesioni e secchezza della mucosa orale
- Perdita di appetito e disidratazione
- Congiuntivite, ulcere corneali nei casi più gravi
Il trattamento prevede antibiotici, eventualmente associati ad aerosol per fluidificare le secrezioni. La prevenzione migliore resta tuttavia la vaccinazione: scoprite costi e protocolli del vaccino per il vostro gatto. Il vaccino contro l’influenza felina può essere combinato con la valenza contro la clamidia felina, patologia provocata dal batterio Chlamydophila felis che colpisce soprattutto le popolazioni feline in comunità (allevamenti, gattili, pensioni). Anche la clamidia si manifesta con una congiuntivite, e i gatti affetti da influenza felina vi sono particolarmente predisposti.

FIV: l’immunodeficienza felina o «AIDS del gatto»
L’immunodeficienza felina (FIV), conosciuta anche come «AIDS del gatto», è una delle principali malattie del gatto di origine virale. Il virus dell’immunodeficienza felina presenta analoghe caratteristiche cromosomiche del virus HIV nell’uomo: provoca una sindrome da immunodeficienza acquisita che indebolisce gradualmente il sistema immunitario del gatto.
Come capire se il gatto ha la FIV?
I sintomi della FIV non sono specifici: ricordano quelli di molte altre patologie. Febbre persistente, dimagrimento, letargia, gengivite cronica, infezioni ricorrenti delle vie respiratorie o della pelle e del pelo sono i segnali più frequenti. Per questo il test sierologico in ambulatorio resta il modo più affidabile per individuare il virus dell’immunodeficienza felina: il prelievo è rapido e il risultato arriva in pochi minuti (35 a 60 €).
Il rischio di trasmissione dal gatto all’uomo è nullo: la FIV non è una zoonosi. Tra i felini, invece, il contagio avviene soprattutto attraverso morsi profondi nei combattimenti territoriali, motivo per cui i gatti randagi e non sterilizzati sono i più esposti.
Oggi nessun trattamento elimina definitivamente il virus. La terapia consiste nel curare le infezioni secondarie e nel sostenere il sistema immunitario del gatto. Un gatto può restare portatore senza sviluppare mai la malattia in forma clinica conclamata, conducendo una vita normale per molti anni se ben seguito. Negli Stati Uniti esiste un vaccino, ma la sua efficacia non è chiaramente dimostrata e non è disponibile in Italia.
FeLV: la leucemia felina, una malattia virale grave
La leucemia felina, causata dal virus FeLV, è una malattia virale grave e potenzialmente mortale che provoca immunodeficienza, ossia un progressivo indebolimento del sistema immunitario del gatto. È molto diffusa nella popolazione felina, soprattutto tra i gatti che vivono in colonia o hanno libero accesso all’esterno.
Per questo è fondamentale vaccinare il vostro micio fin da cucciolo: la vaccinazione è molto efficace e può essere somministrata già a partire dai 2 mesi di età. È la migliore strategia di prevenzione, soprattutto per i gattini e per i gatti giovani che escono di casa.
Come capire se il gatto ha la FeLV?
La FeLV viene a volte confusa con la FIV, ma si tratta di due malattie distinte. La FeLV si comporta in modo più simile a una leucemia vera: alcuni gatti restano portatori senza manifestare sintomi nell’immediato, o senza sviluppare mai la malattia in forma clinica. I principali vettori sono saliva, sangue e pulci; il contagio è frequente attraverso le ferite da morso o la condivisione di ciotole e lettiere.
I sintomi sono variabili e poco specifici:
- Perdita di appetito e dimagrimento
- Debolezza e letargia
- Febbre persistente
- Disturbi respiratori e digestivi
- Anemia, gengivite e ulcere del palato superiore
Un test rapido in ambulatorio consente al veterinario di stabilire se il gatto è infetto (35 a 60 €). La diagnosi precoce è essenziale per impostare una gestione adeguata.
FIP: la peritonite infettiva felina e le sue due forme
La peritonite infettiva felina è una malattia virale grave e specifica del gatto, provocata da una mutazione del coronavirus felino. Si presenta in due forme cliniche: la forma umida (essudativa) e la forma secca (granulomatosa). Colpisce in particolare i gattini e i gatti di età inferiore ai due anni, con predisposizioni più marcate in alcune razze:
- Ragdoll
- Abissino
- Sacro di Birmania
- Bengala e altre razze a predisposizione genetica
La FIP umida si manifesta rapidamente con la formazione di liquido nell’addome o nel torace, mentre la forma secca evolve più lentamente con noduli infiammatori a livello di organi interni, occhi e sistema nervoso. Entrambe le forme sono gravi e, in assenza di trattamento, mortali. Negli ultimi anni gli antivirali sperimentali (GS-441524) hanno tuttavia migliorato in modo significativo la prognosi.

Il tifo del gatto: un virus particolarmente resistente
Il tifo del gatto, conosciuto anche come panleucopenia felina o gastroenterite contagiosa, è causato da un parvovirus altamente patogeno che si replica nell’intestino e in tutto il midollo osseo. È responsabile di una mortalità importante, soprattutto nei gattini.
Il virus è estremamente resistente nell’ambiente (può sopravvivere mesi sugli oggetti) e molto contagioso tra gatti: a rischio sono soprattutto i felini non vaccinati, i randagi e quelli già infetti. Una femmina gravida può trasmettere la malattia al feto per via placentare, con conseguenze spesso letali.
I segni clinici del tifo
I primi sintomi includono:
- Febbre alta e letargia profonda
- Anoressia e disidratazione
- Vomito e diarrea, a volte mista a sangue
- Dolore addominale e perdita di peso
- Nei casi più gravi, disturbi neurologici
È fondamentale vaccinare il gatto contro il tifo qualunque siano l’età e lo stile di vita, compresi i gatti d’appartamento. Noi stessi possiamo veicolare il virus tramite scarpe, vestiti o oggetti contaminati portati nelle stanze della casa.
Altre malattie comuni nei gatti
Oltre alle grandi malattie infettive, esistono altre patologie alle quali il vostro felino può essere predisposto.
Il fibrosarcoma felino si presenta come tumore cutaneo. Si ritiene che traumi ripetuti o, in alcuni casi, reazioni nel sito di iniezione possano essere all’origine di questi tipi di neoplasie. La diagnosi avviene tramite biopsia o agoaspirato eseguiti dal veterinario (80 a 150 € per la biopsia, 50 a 100 € per la citologia). Il trattamento combina chirurgia, terapia medica e talvolta radioterapia: prima il fibrosarcoma viene individuato, maggiori sono le possibilità di guarigione.
Il gatto può inoltre soffrire di insufficienza renale, una delle patologie renali più frequenti soprattutto nel gatto anziano. La malattia può presentarsi in forma acuta o cronica, con sintomi poco caratteristici: difficoltà a urinare, aumento della sete, vomito, diarrea, letargia. Con un semplice esame del sangue (60 a 130 €) il veterinario può confermare la diagnosi e impostare la terapia, spesso accompagnata da un’alimentazione dietetica specifica e da controlli regolari.
La sindrome urologica felina (FUS o FLUTD) è dovuta alla formazione di cristalli nella vescica e nell’uretra. Costituisce un’urgenza veterinaria: senza un intervento rapido la prognosi peggiora velocemente. Difficoltà a urinare, dolore durante la minzione, posture anomale nella lettiera, sangue nelle urine, l’urina in questo caso è spesso scura o rosata, devono spingervi a contattare subito il veterinario. In prima battuta si prescrivono antispasmodici e antinfiammatori, seguiti da esami di approfondimento (radiografia 60 a 150 €, ecografia addominale 70 a 180 €, analisi delle urine 25 a 50 €) e, se necessario, una dieta urinaria.
Infine, il gatto può andare incontro a diabete mellito e a ipertiroidismo, due patologie endocrine frequenti nei soggetti anziani. Anche in questi casi, come per ogni altra malattia, l’assicurazione sanitaria per il vostro gatto aiuta a far fronte alle spese veterinarie (visite 40 a 70 €, esami, chirurgia, terapie, follow-up) – alcune delle quali possono durare tutta la vita dell’animale. Il Pacchetto Prevenzione incluso nelle formule Santévet per cane e gatto contribuisce inoltre al rimborso delle spese di vaccinazione, sverminazione e antiparassitari.
Che malattie possono trasmettere i gatti?
Alcune malattie del gatto sono zoonosi, ossia possono essere trasmesse all’uomo. Conoscerle è il primo passo per convivere serenamente con il proprio micio.

Malattia da graffio di gatto: una zoonosi trasmissibile all’uomo
La malattia da graffio di gatto è una zoonosi causata dal batterio Bartonella henselae, presente in particolare nei gatti che ospitano pulci. Si trasmette all’uomo tramite graffi o morsi di gatti infetti. I sintomi più frequenti sono ingrossamento dei linfonodi vicini alla ferita, febbre, stanchezza e mal di testa. Generalmente benigna, può tuttavia causare complicanze più serie nelle persone immunodepresse. La prevenzione passa da una buona igiene, dalla disinfezione tempestiva di graffi e morsi e da un trattamento antiparassitario regolare del gatto.
Toxoplasmosi: un rischio per le donne in gravidanza
La toxoplasmosi è un’infezione parassitaria provocata da Toxoplasma gondii. Il gatto è l’ospite definitivo del parassita ma, contrariamente a un’idea diffusa, la maggior parte dei contagi umani avviene attraverso il consumo di carne cruda o poco cotta e di frutta e verdura mal lavate. Le donne in gravidanza restano particolarmente vulnerabili perché il parassita può attraversare la placenta e causare anomalie congenite gravi al feto.
Per ridurre il rischio è essenziale:
- Affidare la pulizia della lettiera a un’altra persona, oppure usare guanti e lavare bene le mani
- Cuocere accuratamente le carni e lavare bene frutta e verdura
- Eseguire il test sierologico per la toxoplasmosi all’inizio della gravidanza
- Far testare il proprio gatto presso il veterinario di fiducia
Approfondite il tema nella nostra guida alla toxoplasmosi del gatto.
Tigna e altre micosi: zoonosi della pelle e del pelo
La tigna (dermatofitosi) è una micosi del pelo e della pelle particolarmente frequente nei gattini e nei gatti randagi. Si manifesta con zone alopeciche circolari, croste e prurito, e si trasmette facilmente all’uomo per contatto diretto. La diagnosi viene confermata da un esame in lampada di Wood e da una coltura fungina; il trattamento combina antimicotici locali e sistemici per decine di giorni.
Dormire con il gatto può trasmettere malattie?
Dormire con il proprio gatto è generalmente sicuro, a patto di rispettare alcune precauzioni: vaccinazioni in regola, trattamenti antiparassitari mensili contro pulci, zecche e vermi, e un’attenta igiene quotidiana. Per le persone immunodepresse, le donne in gravidanza e i bambini molto piccoli, la prudenza resta invece raccomandata.
Le malattie trasmissibili al cane
Le malattie trasmissibili dal gatto al cane sono rare: la maggior parte delle infezioni virali e batteriche di cui abbiamo parlato (FIV, FeLV, FIP, panleucopenia, influenza felina) sono specifiche della specie felina e non contagiano il cane.
Per proteggere la salute di cani e gatti che vivono sotto lo stesso tetto è importante che tutti gli animali domestici della famiglia ricevano i vaccini raccomandati e siano trattati regolarmente contro i parassiti interni ed esterni (vermi, pulci, zecche).
Attenzione però: a ogni specie il suo trattamento. È pericoloso, ad esempio, trattare un gatto con un prodotto destinato al cane (alcune molecole, come la permetrina, sono altamente tossiche per i felini). Per evitare errori, chiedete sempre consiglio al veterinario di fiducia. Conservate i trattamenti di ciascun animale in luoghi separati o in trousse identificate: una svista può avere conseguenze serie.
Qual è la malattia più pericolosa per i gatti?
Non esiste una sola «malattia più pericolosa»: la gravità dipende dall’età del gatto, dal suo stato immunitario e dalla tempestività della diagnosi. Tra le patologie a più alta letalità figurano la panleucopenia felina nei gattini non vaccinati, la FIP in assenza di trattamento antivirale e la FeLV nelle forme avanzate. La buona notizia è che molte di queste patologie sono evitabili grazie alla vaccinazione, da iniziare già a 2 mesi di età.
In sintesi: prevenire le malattie del gatto
Molte malattie gravi colpiscono i gatti, ma per gran parte di esse esiste una prevenzione efficace: la vaccinazione. Iniziata a 2 mesi di età e mantenuta con richiami regolari, protegge il vostro compagno felino dalle principali infezioni virali e batteriche. Alla minima avvisaglia di malessere, perdita di appetito, letargia, febbre, vomito, diarrea, non rimandate la visita dal veterinario di fiducia.
Consiglio Santévet
Una volta assicurato, il vostro gatto è coperto a vita dalle garanzie Santévet. L’assicurazione Santévet rimborsa le spese veterinarie in caso di malattia o infortunio fino al 90%, e il Pacchetto Prevenzione contribuisce a coprire i costi di vaccini, sverminazioni e antiparassitari. Richiedete un preventivo gratuito per scegliere la formula più adatta al vostro micio.
Fonti:
- ANMVI – Associazione Nazionale Medici Veterinari Italiani
- AISA – Associazione Italiana Specialisti in Animali da compagnia
- Linee guida WSAVA sulla vaccinazione del gatto
- Merck Veterinary Manual – sezione gatti
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