L’essenziale (TL;DR):
- La stitichezza nel gatto dipende da dieta, idratazione e malattie
- Se dura più di 48-72 ore serve il veterinario
- Prevenzione e assicurazione riducono rischi e costi
Cause e sintomi: cucciolo, adulto e anziano
La stitichezza nel gatto può derivare da molte cause, spesso legate allo stile di vita o a condizioni cliniche. Nei cuccioli può dipendere da stress o cambi alimentari; nel gatto adulto è frequente per dieta povera o disidratazione; nel gatto anziano possono incidere malattie renali o ridotta mobilità.
Anche lo stress ambientale può influenzare i movimenti intestinali del gatto.
Tra i principali fattori troviamo:
- Alimentazione con troppi cibi secchi e poche fibre
- Disidratazione e scarso assorbimento di acqua
- Presenza di palle di pelo nel colon
- Sedentarietà, obesità e mancanza di esercizio fisico
- Patologie come stenosi del canale pelvico o fratture del bacino
I sintomi includono difficoltà nella defecazione, dolori addominali, feci dure e riduzione della frequenza della defecazione. Nella maggior parte dei gatti, questi segnali compaiono gradualmente. In alcuni casi, il gatto può anche mostrare perdita di appetito, irritabilità o tentativi frequenti di andare nella lettiera senza risultati, segnali che non devono essere sottovalutati.
Vuoi proteggere il tuo micio e risparmiare sulle cure? Richiedi ora un preventivo Santévet.
Quanto tempo può stare un gatto senza fare la cacca?
In condizioni normali, la maggior parte dei gatti evacua da una a due volte al giorno. Tuttavia, variazioni possono dipendere da razza, età e dieta. Ad esempio, razze a pelo lungo come Maine Coon o Norvegese delle Foreste possono ingerire più pelo durante la toelettatura, con maggiore rischio di palle di pelo e rallentamento del transito intestinale.
Un articolo scientifico recente dedicato alle abitudini intestinali feline riporta che, nella maggior parte dei gatti sani, la frequenza della defecazione tende a essere regolare e spesso quotidiana; per questo, oltre 48 ore senza evacuazione possono indicare costipazione nel gatto.
Nei gatti anziani o con malattie renali, il rischio aumenta per via della disidratazione. Anche alcuni farmaci possono rallentare l’intestino.
Se il gatto non evacua per più di 2-3 giorni, è consigliato contattare il veterinario, soprattutto se sono presenti altri sintomi.

Blocco intestinale: quando preoccuparsi
La stitichezza nel gatto non è sempre grave, ma può evolvere in blocco intestinale. La differenza principale è che il blocco è spesso causato da un corpo estraneo o da una patologia sottostante.
In questi casi, il contenuto intestinale non riesce più a progredire, provocando un accumulo che può compromettere rapidamente lo stato generale del gatto.
Il blocco intestinale può essere pericoloso e, nei casi più gravi, mettere a rischio la vita dell’animale. L’intervento tempestivo del veterinario è fondamentale per evitare complicazioni come perforazioni intestinali o infezioni sistemiche. La diagnosi si basa spesso su esami come radiografie o ecografie, utili per individuare eventuali corpi estranei o anomalie.
Segnali di allarme:
- Vomito frequente
- Letargia e perdita di appetito
- Addome gonfio e doloroso
- Assenza totale di feci per giorni
- Presenza di diarrea alternata a stipsi
Nel caso di megacolon, una condizione avanzata in cui il colon perde progressivamente la capacità di contrarsi, la letteratura veterinaria recente segnala che può essere necessario ricorrere alla chirurgia, soprattutto nello stadio terminale del megacolon.
Preferisci essere richiamato per maggiori informazioni sulle formule Santévet? Clicca qui!
Cosa fare se il gattino non fa la cacca?
Se il tuo gatto non fa la cacca, è importante seguire un approccio logico e graduale, partendo dall’osservazione del suo comportamento. Un gatto stitico può mostrare disagio nella lettiera o tentativi frequenti senza successo.
Un elemento fondamentale è l’ambiente: assicurati che la lettiera sia sempre pulita, perché la maggior parte dei gatti è molto sensibile all’igiene e potrebbe evitare di usarla se sporca. Allo stesso tempo, valuta l’alimentazione: una dieta povera di fibre o composta prevalentemente da cibi secchi può favorire la stitichezza nel gatto, mentre l’introduzione di alimenti umidi può migliorare la situazione.
Anche l'acqua svolge un ruolo chiave: il gatto tende a bere poco, quindi è utile stimolarlo con fontanelle o altro. Evita il latte, che può causare diarrea e peggiorare l’equilibrio intestinale. Favorire il movimento è altrettanto importante: il gioco e l’attività fisica stimolano naturalmente i movimenti intestinali.
Infine, presta attenzione alla durata del problema. Se il gatto non evacua da più di 48 ore, oppure manifesta dolori addominali, perdita di appetito o letargia, è necessario consultare il veterinario prima possibile. In questi casi potrebbe esserci una causa più seria, come una patologia sottostante, che richiede una valutazione clinica accurata.
Come sbloccare l'intestino? Lassativo, clistere...
Per aiutare un gatto con stitichezza, esistono diverse soluzioni, sempre da valutare con il veterinario in base alla gravità del problema e alle condizioni generali dell’animale. Nei casi più seri, l’uso di lassativi o di un clistere può risultare necessario per liberare l’intestino e ristabilire una corretta evacuazione.
In alcune situazioni, il veterinario può indicare l’olio di vaselina, utile per lubrificare il contenuto intestinale e facilitare il transito delle feci, ma non va somministrato senza consiglio professionale.
Quando la situazione è più complessa, il veterinario può eseguire un clistere in ambulatorio oppure prescrivere una terapia medica nei casi cronici, soprattutto se la stitichezza tende a ripresentarsi nel tempo o è legata a una patologia sottostante.
Consiglio Santévet: aumentare gradualmente l’idratazione con fontanelle d’acqua e inserire alimenti umidi nella dieta può migliorare i movimenti intestinali e prevenire ricadute, soprattutto nei gatti sedentari o anziani.
Gatto stitico: rimedi naturali
Alcuni rimedi casalinghi possono aiutare nei casi lievi di stitichezza nel gatto, soprattutto quando il problema è occasionale e non legato a una patologia sottostante.
Un primo intervento consiste nel migliorare l’alimentazione, introducendo una dieta più ricca di fibre che favorisca il transito intestinale. Anche l’aggiunta di piccole quantità di zucca cotta, se tollerata dal gatto e approvata dal veterinario, può essere utile grazie al contenuto naturale di fibre e acqua.
Parallelamente, è importante stimolare il gatto al movimento: aumentare l’attività fisica attraverso il gioco aiuta a riattivare i movimenti intestinali. Non va sottovalutato neppure il ruolo dello stress, che può influire negativamente sull’equilibrio digestivo; creare un ambiente tranquillo e prevedibile è quindi essenziale per il benessere del gatto.
Questi approcci favoriscono il funzionamento del colon e migliorano il benessere generale dell’animale. Tuttavia, se questi rimedi non funzionano o la situazione peggiora, è importante intervenire con soluzioni più mirate e consultare il veterinario.

Come curare la stitichezza nel gatto?
La visita serve a capire se si tratta di un episodio lieve o di un problema più serio. In base alla gravità, il veterinario può proporre modifiche alimentari, farmaci, clistere, estrazione manuale delle feci o ulteriori esami diagnostici. Nei casi cronici, la terapia deve considerare anche eventuali malattie associate.
Secondo studi recenti, il trattamento può includere farmaci, procedure manuali o chirurgia nei casi più gravi.
| Prestazione | Prezzo |
|---|---|
| Consultazione veterinaria | 30–60 € |
| Procedure tecniche veterinarie (clistere / estrazione manuale) | 75–150 € |
| Anestesia | 80–150 € |
| Chirurgia | 200–1000 € |
| Farmaci | 15–50 € |
Cosa si può dare al gatto per aiutarlo a fare la cacca?
L’alimentazione gioca un ruolo centrale: privilegiare alimenti umidi rispetto ai cibi secchi consente di aumentare l’apporto di acqua e migliorare la consistenza delle feci.
Allo stesso tempo, l’attività fisica quotidiana stimola naturalmente i movimenti intestinali, mentre il controllo del peso aiuta a prevenire condizioni come obesità che possono rallentare il transito.
Un supporto utile può arrivare anche dai probiotici: una pubblicazione scientifica recente sul microbiota felino suggerisce che alcuni probiotici possono contribuire all’equilibrio intestinale del gatto, con possibili benefici sulla digestione e sulla regolarità delle feci.
Inoltre, è importante considerare eventuali patologie concomitanti, come le malattie renali, che possono incidere sulla stitichezza a causa della disidratazione e delle alterazioni metaboliche associate.
Citazione dell'esperto: “I gatti con malattia renale cronica sono a maggior rischio di stitichezza”. – George Z.M., Quimby J.M., Jones S. et al., Quantification of defecation frequency in cats with and without chronic kidney disease, Journal of Feline Medicine and Surgery, 2025
Contenuto informativo – Non sostituisce una consulenza veterinaria
I protocolli, le vaccinazioni e i trattamenti possono variare a seconda delle normative e delle pratiche italiane.
Proteggi il tuo gatto con l’assicurazione gatti Santévet e riduci le spese veterinarie impreviste.
FAQ
Quanto costa curare la stitichezza nel gatto?
Dipende dalla gravità: da 30 € per una visita fino a oltre 1000 € per interventi chirurgici.
Quanto costa un intervento per blocco intestinale?
In caso di complicazioni come un blocco intestinale, i costi possono superare i 500–1000 €, tra diagnostica, anestesia e chirurgia.
Quanto costa fare un clistere al gatto dal veterinario?
Il costo di un clistere per un gatto varia generalmente tra 75 e 150 €, a seconda della struttura e della complessità del caso.
Santévet
Leader dell'assicurazione sanitaria per animali
Fonti:
https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC12276494/
https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/41354320/
https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC11945230/