L’essenziale (TL;DR):
- L’orzaiolo è un’infiammazione acuta delle ghiandole del bordo palpebrale, diversa dal calazio.
- Una diagnosi precoce riduce il rischio di complicazioni e accelera la guarigione.
- Terapie e costi dipendono dalla gravità del quadro clinico e dall’eventuale necessità di farmaci o chirurgia.
Differenza tra orzaiolo e calazio
L’orzaiolo nel cane è un’infiammazione acuta che interessa una ghiandola associata ai follicoli delle ciglia oppure una ghiandola di Meibomio, localizzata lungo il bordo delle palpebre. Quando l’infiammazione coinvolge una ghiandola collegata alle ciglia si parla di orzaiolo esterno, mentre se interessa una ghiandola palpebrale può svilupparsi nella parte più interna della palpebra.
Il calazio, invece, non nasce da un’infezione acuta ma dall’ostruzione della ghiandola sebacea con conseguente accumulo di sebo. Per questo motivo tende a essere meno doloroso e ha un’evoluzione più lenta. A differenza dell’orzaiolo, persiste per settimane o mesi e talvolta richiede un intervento chirurgico se non si risolve spontaneamente.

Secondo il Merck Veterinary Manual, orzaiolo e calazio interessano la stessa area anatomica, ma hanno un’origine diversa: il primo è generalmente associato a un processo infiammatorio acuto della ghiandola, mentre il secondo deriva dall’ostruzione cronica della secrezione lipidica delle ghiandole palpebrali.
Uno studio del 2025 su Veterinary Ophthalmology associa l’ispessimento della palpebra a maggiori alterazioni delle ghiandole di Meibomio.
Citazione dell’esperto: “Le palpebre con un margine più spesso presentavano una morfologia maggiormente anomala delle ghiandole di Meibomio, compresi ispessimento e perdita ghiandolare.” — Kim G., Kang S., Seo J., Seo K., Association of Eyelid Margin Thickness and Meibography in Dogs With Meibomian Gland Dysfunction, Veterinary Ophthalmology, 2025, 28:847–854
L’orzaiolo nel cane compare in qualunque razza, età o sesso. Tuttavia, alcune razze brachicefale e quelle predisposte a patologie palpebrali, come Chow Chow, Bulldog Inglese e Cocker Spaniel, presentano una maggiore frequenza di alterazioni delle palpebre che possono favorire problemi oculari.
In alcune razze predisposte, la presenza di entropion può favorire l’irritazione cronica delle palpebre e aumentare il rischio di sviluppare altri disturbi oculari, anche se non rappresenta una causa diretta dell’orzaiolo.
In uno studio epidemiologico pubblicato su PLOS ONE nel 2025, la razza cinese dello Shar-Pei mostravano una probabilità oltre 10 volte superiore rispetto ai meticci di sviluppare alcune patologie conformazionali delle palpebre. Questi dati riguardano le malformazioni palpebrali, non l’orzaiolo, ma indicano un maggiore rischio di disturbi oculari.
Cause e sintomi dell’orzaiolo
Le cause dell’orzaiolo comprendono soprattutto le infezioni batteriche, spesso sostenute da stafilococchi, in particolare Staphylococcus pseudintermedius e, meno frequentemente, Staphylococcus aureus, che penetrano nelle ghiandole del margine palpebrale attraverso piccoli traumi o l’ostruzione dei dotti. Anche immunità ridotta, scarsa igiene dell’occhio e blefariti possono favorirne la comparsa. In alcuni casi contribuiscono anche alterazioni della secrezione delle ghiandole di Meibomio.
I sintomi variano a seconda della gravità, ma comprendono generalmente:
- Rossore e gonfiore localizzati lungo la palpebra.
- Dolore alla palpazione e fastidio durante l’ammiccamento.
- Comparsa di una piccola tumefazione con possibile presenza di pus.
- Lacrimazione, sensibilità alla luce e sensazione di corpo estraneo.
- Irritazione dell’occhio del cane, con possibile secrezione e sfregamento della palpebra.
Quanto dura l’orzaiolo nel cane?
La durata dell’orzaiolo nel cane dipende dalla gravità e dalla tempestività della terapia. Nei casi più semplici si risolve in 7-14 giorni. Se invece l’infiammazione interessa in modo più marcato la ghiandola o compare una sovrainfezione, il recupero può richiedere alcune settimane.
Un lieve ispessimento del bordo delle palpebre, un ammiccamento più frequente o un cane che si strofina il muso possono rappresentare i primi segnali.
Quando non viene trattato, l’orzaiolo nel cane potrebbe evolversi verso un’infiammazione persistente, favorire una infiammazione cronica della ghiandola oppure trasformarsi in un calazio. Se trascurato potrebbe diventare un calazio o favorire irritazioni corneali, soprattutto nei soggetti predisposti
Come si manifesta l’orzaiolo nel cane?
L’orzaiolo nel cane compare quasi sempre lungo il margine della palpebra, ma la posizione varia in base alla ghiandola coinvolta. Può svilupparsi sulla parte esterna o sull’interno della palpebra, in corrispondenza delle ghiandole di Meibomio.
Si presenta come un piccolo nodulo arrossato, singolo o multiplo.
Uno studio pubblicato nel 2025 su Veterinary Ophthalmology ha osservato che nei cani anziani, in particolare oltre i 12 anni, l’ispessimento del margine palpebrale risulta significativamente più frequente rispetto ai soggetti giovani e può rappresentare un indicatore utile per individuare alterazioni delle ghiandole di Meibomio in fase iniziale.
Bollicina, pallina, puntino bianco nell’occhio, sulla palpebra superiore
Quando l’orzaiolo nel cane interessa la ghiandola vicino alle ciglia, il nodulo tende a comparire sulla parte esterna della palpebra; se coinvolge la ghiandola di Meibomio, può apparire come una tumefazione più profonda dell’interno della palpebra.
Un puntino bianco è potenziale indice di materiale purulento, ma non significa che debba essere drenato. Schiacciare la lesione a casa aumenta il rischio di peggiorare l’infiammazione e favorire ulteriori infezioni batteriche.
Consiglio Santévet: prima di applicare qualsiasi prodotto, detergi delicatamente l’area con soluzione fisiologica sterile e utilizza impacchi di acqua calda per alcuni minuti, se consigliati dal veterinario. Il calore favorisce il drenaggio naturale delle secrezioni senza traumatizzare la palpebra.
L’orzaiolo è contagioso?
Nella maggior parte dei casi l’orzaiolo nel cane non è contagioso né per altri cani né per le persone. L’infiammazione nasce infatti all’interno di una ghiandola ostruita o infetta e non si trasmette attraverso il semplice contatto.
Anche il gatto può sviluppare un orzaiolo, anche se è descritto meno frequentemente nella letteratura veterinaria rispetto ad altre patologie palpebrali. Non bisogna però confonderlo con la congiuntivite nei gatti, che interessa la congiuntiva anziché le ghiandole del margine palpebrale e dipende da cause molto diverse.
Un recente studio epidemiologico pubblicato su Frontiers in Veterinary Science ha evidenziato come le patologie delle palpebre rappresentino solo una parte del più ampio spettro delle malattie oculari del cane. Per questo motivo la diagnosi differenziale è fondamentale quando un nodulo persiste, aumenta di volume o modifica rapidamente il proprio aspetto.
Come curare l’orzaiolo?

La terapia dell’orzaiolo dipende dal quadro clinico e dall’estensione della lesione. Tra le principali opzioni:
- pulizia quotidiana della palpebra con soluzione fisiologica sterile;
- impacchi di acqua calda più volte al giorno, se consigliati dal veterinario;
- farmaci oftalmici a base di antibiotici o antinfiammatori;
- antibiotici per via orale nei casi più estesi o complicati;
- intervento chirurgico se la lesione persiste o evolve in un calazio cronico.
Durante la guarigione è importante evitare che il cane si gratti l’occhio. Se necessario, il veterinario può consigliare l’uso di un collare elisabettiano per favorire il recupero ed evitare traumi ripetuti.
Collirio e antibiotico
Non tutti gli orzaioli richiedono un collirio antibiotico: la scelta dipende dalla valutazione del veterinario.
In alcuni casi il collirio viene associato a un antinfiammatorio oppure sostituito da una preparazione in forma di pomata, che garantisce un contatto più prolungato con la palpebra. L’automedicazione è invece sconsigliata, perché alcuni colliri destinati all’uomo possono essere controindicati nei cani con lesioni della cornea.
Crema
In medicina veterinaria vengono spesso utilizzate pomate a base di antibiotici, eventualmente associate a sostanze lubrificanti o antinfiammatorie, per favorire il controllo dell’infezione e proteggere la superficie oculare.
Si applicano direttamente sul margine della palpebra seguendo le indicazioni del veterinario. La durata della terapia dell’orzaiolo varia a seconda della gravità della lesione e della risposta clinica del cane.
Quanto costa la cura dell’orzaiolo?
Il costo della cura dipende dagli esami diagnostici, dai farmaci prescritti e dall’eventuale necessità di un intervento chirurgico.
| Prestazione | Costo indicativo |
|---|---|
| Visita veterinaria | 30–60 € |
| Visita specialistica (oftalmologia) | 80–200 € |
| Farmaci specifici (colliri antibiotici, antinfiammatori, pomate) | 15–60 € |
| Visita di controllo | 25–35 € |
| Citologia / biopsia cutanea | 50–120 € |
| Chirurgia minore (asportazione di un orzaiolo persistente) | 100–300 € |
Come sfiammare l’occhio con rimedi naturali?
I rimedi naturali possono essere solo un supporto e non sostituiscono la visita veterinaria. Gli impacchi di acqua calda, se raccomandati dal professionista, aiutano a fluidificare le secrezioni della ghiandola e possono favorire il drenaggio spontaneo.
Anche una corretta pulizia con soluzione fisiologica sterile contribuisce a mantenere pulita la palpebra. Evita invece camomilla, oli essenziali o preparazioni casalinghe: possono irritare ulteriormente l’occhio del cane e ritardare la guarigione.
FAQ
Generalmente una visita veterinaria ha un costo compreso tra 30 e 60 euro.
Una consulenza con un veterinario oftalmologo costa indicativamente tra 80 e 200 euro, in base alla struttura e agli accertamenti eseguiti.
Quando il trattamento medico non è sufficiente, una chirurgia minore per rimuovere la lesione può costare tra 100 e 300 euro, esclusi eventuali controlli successivi.
Fonti:
https://www.merckvetmanual.com/eye-diseases-and-disorders/ophthalmology/eyelids-in-animals
https://journals.plos.org/plosone/article?id=10.1371/journal.pone.0326526
https://www.frontiersin.org/journals/veterinary-science/articles/10.3389/fvets.2025.1717392/full
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Santévet
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Foto: 123RF
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