L’essenziale (TL;DR)
- Adottate il vostro nuovo compagno dopo le 8 settimane, idealmente fra le 10 e le 12.
- Rendete sicura la casa e preparate l’occorrente: cuccia, giocattoli sicuri, ciotole del cibo, guinzaglio.
- Per la prima notte, ricreate uno spazio raccolto e rassicurante.
- Educazione positiva, uscite graduali e pazienza per l’igiene domestica sono le chiavi del successo.
Come accogliere un cucciolo in casa: a che età adottarlo?
A che età si può adottare un cucciolo?
In Italia l’età minima per l’adozione di un cane è di 8 settimane (60 giorni). Per il suo equilibrio psicologico, però, conviene aspettare ancora qualche settimana. Tra le 8 e le 12 settimane il cucciolo vive la sua fase di socializzazione: scopre il nuovo ambiente, gli umani e gli altri cani.
A contatto con la madre e i fratelli, il piccolo impara i codici sociali e a «parlare la lingua dei cani». Sono settimane di esperienze positive che gli serviranno da adulto. La socializzazione comincia dall’allevatore e prosegue da voi: un buon professionista vi affiderà un cucciolo equilibrato e già abituato alle novità.
Una volta arrivato il cucciolo a casa, la socializzazione continua. Per costruire fin dai primi giorni una relazione basata sulla fiducia, può essere utile contattare un educatore cinofilo prima dell’adozione (70 a 120 €): vi aiuterà a impostare le prime regole di convivenza.
Adottarlo prima dei 2 mesi: cosa rischia?
Lo svezzamento dal latte materno deve avvenire in modo graduale e naturale: è in questa fase che il cucciolo impara l’autonomia. Adottarlo prima del tempo può comportare comportamenti inadeguati una volta cresciuto.
L’inibizione del morso, ad esempio, viene insegnata dalla madre e dai fratelli durante il gioco: gli altri cuccioli gli fanno capire che mordere non è accettabile. Questa fase si conclude di solito entro la 18ª settimana di vita.
Anche l’autocontrollo è frutto degli insegnamenti materni, sia nel gioco con un altro cane sia nei comportamenti quotidiani. Un cucciolo svezzato troppo presto rischia di non conoscere i propri limiti: in un cane di taglia grande, da adulto, questo può tradursi in un vero pericolo, sia in famiglia sia con gli estranei.
Per non farsi cogliere impreparati di fronte alle spese di salute, conviene pensarci in anticipo. Richiedete un preventivo gratuito.
Come prepararsi all’arrivo di un cane adulto
Adottare un cane adulto
Accogliere un cane adulto come nuovo membro della famiglia non è necessariamente fonte di preoccupazioni. Un cane adulto è di solito più tranquillo, già pulito in casa e con un carattere ormai definito.
Un cane adottato in canile non è automaticamente un cane «con problemi»: nella maggior parte dei casi è stato abbandonato perché i precedenti proprietari avevano sottovalutato il tempo e le risorse necessari per prendersene cura. L’adozione di un cane resta una scelta impegnativa sul lungo periodo, da valutare con attenzione.
Quali sono i vantaggi?
Adottare un cane adulto offre diversi vantaggi:
- È spesso più tranquillo di un cucciolo: ha già un vissuto e ha incontrato molte situazioni, auto, bambini, altri cani, altri animali.
- Sa già dove fare i bisogni. Un breve periodo di adattamento può servire se ha vissuto a lungo in box.
- In molti casi ha già alcune basi di educazione: camminare al guinzaglio, sedersi a comando. Qualche lezione con un educatore cinofilo basterà a consolidare il bagaglio.
- L’adozione in canile comporta in genere meno spese: il cane è già identificato con microchip, sterilizzato o castrato, vaccinato e sverminato.
Educare un cane adulto
Fin dal suo arrivo in casa, è importante stabilire le regole. Poche, ma chiare e non negoziabili: dove dorme, dove sono le ciotole del cibo e dell’acqua, quali giocattoli può prendere e quali no.
Probabilmente dovrà anche imparare cose nuove o riprendere abitudini dimenticate: non saltare addosso alle persone, non salire sul divano. In questi casi il vostro medico veterinario o un educatore cinofilo possono offrirvi consigli pratici.
Se non l’ha ancora imparato, anche fargli capire dove fare i bisogni richiederà un po’ più di tempo rispetto a un cucciolo. La pazienza è fondamentale, e l’educazione positiva resta il metodo più efficace a qualsiasi età.
Il consiglio di Santévet: sgridare o picchiare il cane non risolve nulla, anzi è controproducente. Genera stress e ostacola la nascita di un legame di fiducia.
Cosa fare il primo giorno con un cucciolo?
Il primo consiglio è semplice: riordinate la casa. Un cucciolo, un po’ come un bambino, annusa ovunque e mordicchia di tutto.
Mettete al sicuro vestiti lasciati in giro, eventuali avanzi di cibo sui tavoli, fili elettrici e cavi a portata di muso. Chiudete la spazzatura in contenitori con coperchio: la vostra palla di pelo non deve poterla aprire.
Tenete soprattutto fuori dalla sua portata i prodotti per la pulizia: un cucciolo curioso può ingerire sostanze tossiche semplicemente mordendone la confezione. Anche le piante d’appartamento e da giardino possono essere pericolose, così come alcuni alimenti tossici per il cane: tenete d’occhio entrambi.
Tutto ciò che non potete spostare subito, mettetelo in alto, comunque fuori dalla portata del vostro nuovo piccolo compagno.
Sicurezza in appartamento e in giardino
Se vivete in appartamento, controllate i mobili (tavoli, sedie) appoggiati vicino alle finestre: spostateli subito, per evitare cadute pericolose.
Mettete in sicurezza anche altre fonti di rischio. Se ci sono stanze a cui il cucciolo non deve accedere, tenete sempre chiusa la porta. Trattatelo come fareste con un bambino piccolo.
Se vivete in una casa con giardino, verificate che non possa uscire dalla proprietà troppo facilmente. I cani di taglia grande arrivano talvolta ad aprire porte o cancelli appoggiandosi sulla maniglia: chiudete sempre a chiave.
Come accogliere un cucciolo in casa con un altro cane?
Se in famiglia c’è già un altro cane, organizzate il primo incontro in territorio neutro, ad esempio durante una passeggiata, prima di rientrare insieme a casa. All’inizio mantenete spazi e ciotole del cibo separati, alternate i momenti di attenzione e lasciate al cane più anziano la sua tranquillità. Nei primi giorni, supervisionate sempre le interazioni: i due si abitueranno l’uno all’altro con il loro ritmo.
Dove far dormire il cane la prima notte?
È molto probabile che il vostro nuovo piccolo compagno pianga durante la prima notte: ha appena vissuto una giornata di cambiamenti e ha lasciato la madre e i fratelli. Mettetevi nei suoi panni, pur essendoci voi è una notte molto stressante.
Consigli per una prima notte serena
- Non fatelo dormire nel vostro letto. Le regole vanno date subito: tornare indietro è difficile. Sentirlo piangere è dura, ma passa in fretta.
- Con cancelletti di sicurezza, delimitate uno spazio raccolto: i cuccioli amano gli ambienti contenuti e si sentiranno meno smarriti. Un buon trasportino capiente può fare da cuccia provvisoria: il cucciolo deve poter stare in piedi, girarsi e sdraiarsi comodamente.
- Rendete il suo angolo caldo e accogliente. Il calore della mamma e dei fratelli può essere sostituito da una coperta morbida, una buona cuccia, eventualmente una borsa dell’acqua calda. Il suo benessere è la priorità.
- Lasciate sempre a disposizione una ciotola d’acqua fresca e pulita: deve potersi idratare quando ne ha bisogno.
Ricordate che in parallelo il cucciolo sta imparando l’igiene domestica: meglio sistemarlo in una stanza che non teme qualche incidente.
Far dormire il cucciolo in camera?
A seconda del carattere del cane e della sensibilità della famiglia, far dormire il cucciolo in camera può essere una scelta valida: lo rassicura e gli dà modo di familiarizzare con i suoni e gli odori del nuovo ambiente. Il trasportino, in questo caso, si può spostare gradualmente verso l’esterno della stanza, se desiderato.
Un cucciolo lasciato da solo da subito può vivere la situazione come un forte stress e piangere a lungo durante la notte. Dormire in camera può essere una soluzione transitoria.
Lasciarlo nel letto, però, comporta dei rischi. Se il cane è di taglia grande, il vostro sonno potrebbe risentirne. I cani, inoltre, possono essere portatori di parassiti come pulci e zecche: per evitare il contagio, trattate regolarmente l’animale contro i parassiti esterni e interni (10 a 30 €/mese), seguendo i consigli del vostro medico veterinario.
L’assicurazione sanitaria per cani Santévet rimborsa una parte delle spese legate alle vaccinazioni, ai vermifughi e ai trattamenti antiparassitari.
Quali accessori preparare per accogliere un cucciolo?
Giocattoli sicuri
Scegliete giocattoli molto resistenti, quasi indistruttibili. Testate diverse texture e materiali per capire le sue preferenze: c’è chi ama i giochi sonori, chi i giochi morbidi. Non dategli tutti i giocattoli insieme: proponetegliene uno per qualche giorno e poi sostituitelo, così non si annoia e i giochi restano interessanti.
Procurategli anche giochi da masticare: durante la dentizione, come accade nei bambini, le gengive del cucciolo possono fare male. Bastoncini di corno di cervo, ossi naturali specifici o giochi in gomma resistente aiutano ad alleviare il fastidio.
Gli altri accessori indispensabili
Conviene avere l’attrezzatura pronta prima dell’arrivo del cucciolo. Ecco una lista non esaustiva:
- Guinzaglio, collare e/o pettorina: di buona qualità e adatti alla taglia, andranno sostituiti man mano che il cucciolo cresce.
- Cuccia o cuscino confortevole: dimensioni adeguate, ben imbottito, possibilmente sfoderabile per il lavaggio.
- Trasportino o cintura di sicurezza per l’auto: in un veicolo il cane deve essere assicurato, per la sua sicurezza e per la vostra.
- Ciotole del cibo e dell’acqua: in plastica o in metallo, facili da lavare; le versioni con base antiscivolo restano stabili durante il pasto.
- Spazzola e/o pettine: frequenza e tecnica di spazzolatura dipendono dalla razza. Tenete conto anche del costo della toelettatura professionale.
- Sacchetti igienici: raccogliere i bisogni a ogni uscita è una buona pratica, oltre che un obbligo civico.
Insegnare al cucciolo a stare solo, gradualmente
Come abituarlo alla solitudine
Nei primi giorni in casa è importante passare tempo con il cucciolo. Vi consigliamo anche di prendere qualche giorno di ferie per conoscerlo, impostare le basi dell’educazione e farlo familiarizzare con il nuovo ambiente. Allo stesso tempo è altrettanto importante prepararlo a restare da solo.
Procedete per gradi. Non lasciatelo solo da un giorno all’altro per molte ore: abituatelo a brevi periodi di assenza, prima qualche minuto, poi sempre di più. Per limitare i danni, all’inizio confinatelo in uno spazio ridotto e rassicurante, ad esempio la cucina o un trasportino confortevole, con la sua cuccia, la ciotola e qualche gioco.
Lasciategli giocattoli sicuri per tenerlo occupato durante le vostre assenze: tappetini olfattivi, tappetini per il leccamento, giochi di intelligenza. Devono essere robusti e senza pezzi che il cane possa staccare e ingerire. Anche in questo caso, il vostro medico veterinario o un negozio specializzato sapranno consigliarvi.
Attenzione all’ansia da separazione
Quando il padrone lavora tutto il giorno, il rischio di ansia da separazione è reale. Si manifesta con vocalizzi, comportamenti distruttivi e, nei casi più gravi, persino con autolesionismo. Spesso, senza rendersene conto, è il padrone stesso ad aggravare la situazione: ritualizza la partenza, fa lunghi saluti al rientro, rinforza la dipendenza emotiva.
Per prevenire l’ansia da separazione del cane, evitate di drammatizzare partenze e rientri e abituate il cucciolo gradualmente a restare solo. Un educatore cinofilo o un medico veterinario comportamentalista potrà consigliarvi tecniche efficaci.
Non cambiate subito l’alimentazione del cucciolo
Quando si modifica il tipo di alimentazione, disturbi gastrointestinali come la diarrea sono frequenti. Considerate inoltre che il cucciolo è già sotto stress per il nuovo ambiente: rischiate di sommare due fattori di disagio.
Una diarrea breve non è grave, ma se persiste il rischio di disidratazione c’è ed è da non sottovalutare.
Se volete cambiare alimentazione, fatelo in modo graduale: il primo giorno aggiungete una piccola dose della nuova crocchetta alla solita, il secondo un po’ di più, il terzo metà e metà, e così via fino al cambio completo.
Passeggiate quotidiane: ogni cane ne ha bisogno
Prima delle prime uscite, chiedete all’allevatore se il cucciolo è pronto: le vaccinazioni sono in regola?
Molti proprietari portano fuori il cane meno di 15 minuti al giorno. Non parliamo di un giro veloce nel cortile, ma di una vera passeggiata. Se non avete il tempo da dedicargli, è meglio rimandare l’adozione.
Mettete in conto almeno 30 minuti di passeggiata al giorno, da modulare in base alle esigenze del cane. Le specifiche esigenze cambiano molto con la razza: un Border Collie ha bisogno di sfogare molta più energia di un Basset Hound, e i levrieri hanno necessità diverse ancora.
Durante le uscite il cane scopre nuovi odori, incontra altre persone, un altro cane, altri animali: esperienze che arricchiscono la sua vita di tutti i giorni.
Portate sempre con voi sacchetti per raccogliere i bisogni: fa parte delle vostre responsabilità di proprietari.
Educazione positiva: la via maestra
L’educazione gentile dà i migliori risultati: il rinforzo positivo funziona meglio della punizione. Se cercate corsi di educazione cinofila, in tutta Italia esistono centri di qualità. Verificate sempre i metodi utilizzati: il collare a strangolo o i collari a punte appartengono al passato e non vanno usati. Alcuni propongono il collare educativo: valutate caso per caso, con prudenza.
Che si tratti di un Pastore Tedesco o di un Pinscher Nano, l’educazione si fonda sulla complicità tra cane e padrone, mai sulla paura o sulla violenza.
Le sedute educative vanno vissute con allegria e buonumore: il cane deve capire che imparare insieme a voi è un piacere condiviso.
Tenete a portata di mano piccoli premietti appetibili per motivarlo. Ricordatevi di sottrarli dalla razione alimentare giornaliera: il sovrappeso è dannoso per la salute del cane.
Domande da porsi prima dell’adozione
Per accogliere il vostro cucciolo a casa nelle migliori condizioni, fate il punto su questi aspetti:
- A che punto è con l’apprendimento dell’igiene domestica?
- È correttamente identificato con microchip (30 a 50 €)?
- A che punto sono le vaccinazioni? Sono da rinnovare ogni anno.
- Userà guinzaglio o pettorina?
- Dovrà viaggiare? In caso affermativo, informatevi sulle vaccinazioni richieste in alcuni Paesi.
- È necessario abituarlo ai trasporti?
- Avete accessori per le passeggiate serali, ad esempio una pettorina riflettente?
Se avete dubbi sulle spese veterinarie e sulle coperture, potete chiedere di essere richiamati da un consulente Santévet.
Accogliere un cucciolo richiede un po’ di organizzazione, ma quale gioia avere in casa un nuovo amico per la vita! Adottare un animale è però un impegno serio: una decisione da prendere con consapevolezza.
L’assicurazione sanitaria per cani di Santévet vi consente di ottenere un rimborso fino al 90% delle spese veterinarie in caso di malattia o infortunio. Una volta assicurato, il vostro cucciolo è coperto a vita dalle garanzie Santévet. Richiedete subito un preventivo personalizzato: è gratuito e senza alcun impegno.
FAQ
Quanto costa il «kit di benvenuto» per un cane?
Il budget per il kit d’arrivo (ciotole del cibo e dell’acqua, cuccia, collare, guinzaglio, trasportino, giochi) è molto variabile e dipende dalla qualità degli accessori e dal punto vendita. In media, conviene mettere in conto circa 200 €.
Quanto costa il ciclo vaccinale completo di un cucciolo?
A seconda della clinica veterinaria, il ciclo vaccinale completo (tutte le iniezioni del primo anno) ha in genere un costo compreso tra 150 e 240 €.
Che tipo di alimentazione costa meno?
Le crocchette sono in genere più economiche del cibo umido: il cibo umido può costare da 2 a 4 volte di più, a parità di razione.
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