Quando si parla di funghi e cane entrano in gioco due rischi molto diversi: da un lato i funghi tossici che il tuo cane può ingerire durante una passeggiata nel bosco o in giardino; dall’altro i funghi della pelle del cane, come la tigna nei cani e altre micosi cutanee causate da dermatofiti come Microsporum canis. In entrambi i casi è importante saper riconoscere i sintomi e intervenire rapidamente con l’aiuto del veterinario. Questa guida fa il punto su entrambi i fronti: quali funghi sono pericolosi se mangiati, quali invece colpiscono la pelle del cane, come si curano e come si prevengono.
I funghi tossici per il cane: cosa devi sapere
Quante specie di funghi esistono?
Le varietà di funghi sono moltissime: oltre 1 500 specie comuni. Durante una passeggiata in un parco di città, in giardino o nei boschi, il tuo cane può facilmente entrare in contatto con un fungo velenoso, anche solo per curiosità. I cuccioli sono le prime vittime: forma e colore di un fungo possono ricordare quelli di una pallina e spingere il cane a giocarci o a morderlo.
Il cane può mangiare i funghi champignon, crudi o cotti?
I funghi champignon coltivati (Agaricus bisporus, detti anche prataioli) possono essere offerti in piccole quantità senza provocare disturbi particolari. Meglio darli cotti: sono più digeribili e più facili da masticare. Interi e crudi, invece, rischiano di farlo soffocare.
Crudi o cotti, alcuni funghi restano un vero pericolo se non vengono selezionati con cura. La loro parete dura e chitinosa trattiene i nutrienti: con la cottura il tuo cane assimila più facilmente vitamine e minerali.

Quali funghi sono benefici per i cani?
Alcuni negozi specializzati propongono funghi integratori pensati per i cani, ricchi di minerali e vitamine. Vanno offerti sempre cotti e in dosi controllate. Solo poche specie possono essere date senza rischio:
- Shiitake: ricco di nutrienti, minerali e aminoacidi, sostiene il sistema digestivo del cane.
- Reishi: il più completo, contiene triterpenoidi, polisaccaridi e peptidoglicani. Ha proprietà antinfiammatorie, antibatteriche e antifungine che aiutano il sistema immunitario del tuo cane a contrastare infezioni e allergie.
- Portobello: ricco di vitamine B2, B3 e B5, con proprietà antiossidanti utili per attenuare i segni dell’invecchiamento. Meno completo dei due precedenti.
Prima di introdurre qualsiasi fungo come integratore, parlane con il veterinario e abbina sempre questi prodotti a un’alimentazione equilibrata.
Porcini, finferli, vesce: quali funghi non deve mangiare il cane?
Funghi che noi mangiamo senza problemi possono provocare al cane disturbi digestivi importanti: è il caso di porcini, finferli, gallinacci, vesce. Ancora più pericolose sono le amanite: Amanita phalloides (falloide), Amanita pantherina (panterina), Amanita muscaria (ovolo malefico) e Amanita gemmata. Sono tra le specie più frequentemente coinvolte nelle intossicazioni dei cani.
Tossicità e sintomi variano molto in base al fungo (o ai funghi) ingerito. Spesso il proprietario non assiste al momento dell’ingestione e l’intossicazione da funghi resta sotto-diagnosticata: arrivare a una diagnosi certa non è sempre semplice.
Se vedi il tuo cane mangiare un fungo o se compaiono disturbi insoliti, chiama subito il veterinario o un servizio di pronto soccorso veterinario. Con alcuni funghi i sintomi restano lievi e si risolvono in poche ore o pochi giorni. Con altri possono comparire postumi importanti — danni epatici, insufficienza renale — e in alcuni casi il rischio è letale.
L’intossicazione da funghi può richiedere terapie, ricovero e un controllo prolungato. L’assicurazione Santévet rimborsa le spese veterinarie legate a questo tipo di emergenza secondo la formula scelta: scopri di più sull’assicurazione cane di Santévet.
Se possibile, porta campioni del fungo (o del vomito) al veterinario: permettono di identificare la specie e di scegliere il trattamento più adatto nei tempi più rapidi.
L’intossicazione da funghi è pericolosa anche per il gatto?
I gatti sono carnivori e nei loro pasti spontanei raramente includono vegetali. Difficilmente decideranno di mangiare un fungo. I gattini, però, sono attratti da forme e colori insoliti e possono mordicchiarne un pezzo durante il gioco, andando incontro a un avvelenamento. I sintomi sono simili a quelli del cane e l’urgenza è la stessa: serve la visita immediata di un veterinario.

Quali sono i sintomi di un’intossicazione da funghi nel cane?
Vista la varietà delle specie tossiche, i sintomi sono molto eterogenei e possono comparire subito o anche 6 ore dopo l’ingestione, talvolta più tardi. Anche molti altri alimenti sono tossici per i cani, quindi il sospetto va sempre confermato dal veterinario. I segnali da monitorare:
- vomito;
- diarrea;
- salivazione eccessiva (scialorrea);
- disturbi digestivi con dolori addominali;
- disidratazione;
- respiro affannoso;
- tremori;
- agitazione;
- perdita dell’equilibrio (atassia);
- disturbi neurologici;
- allucinazioni;
- febbre;
- convulsioni nei casi gravi.
Il veterinario classifica il rischio di un’intossicazione da funghi in 5 categorie, a seconda del quadro clinico. Alcuni funghi velenosi contengono la muscarina, un alcaloide tossico presente in specie come l’Amanita muscaria: pericoloso soprattutto per cuore e sistema nervoso.

Passeggiate nei boschi: attenzione alla fuga e alla stagione di caccia
Tra settembre e ottobre fare una passeggiata in collina o nei boschi con il tuo cane è uno dei piaceri della stagione: temperature più miti, sentieri tranquilli, l’occasione anche per la raccolta dei funghi. Non sottovalutare però altri due rischi:
- la fuga del cane, che inseguendo un odore o un animale selvatico può perdere di vista il padrone. Per questo il microchip è obbligatorio in Italia ed è il modo più sicuro per ritrovare un cane smarrito.
- la stagione di caccia, che in molte regioni italiane apre in genere la terza domenica di settembre. Anche dove è permesso passeggiare con il cane nelle zone di caccia, conviene scegliere percorsi sicuri, tenerlo al guinzaglio e farlo indossare una pettorina ad alta visibilità. Un cane parassitato è anche più esposto: ricorda di proteggerlo dalle zecche tipiche dei sottoboschi.
Funghi sulla pelle del cane: tigna e micosi cutanee
Oltre ai funghi che si mangiano, esistono funghi microscopici che colpiscono la pelle del cane: si parla allora di micosi cutanee e, nello specifico, di tigna nei cani, una dermatofitosi nel cane molto contagiosa.
Come capire se il cane ha i funghi sulla pelle?
I primi segnali sono cutanei e abbastanza riconoscibili: zone di perdita di peli circolari (alopecia a coccarda), pelle arrossata, croste e squame. Le lesioni possono comparire su muso, orecchie, zampe anteriori o sul tronco. A volte si aggiunge un prurito moderato, ma può anche essere assente.
Se noti queste irritazioni cutanee o placche rotonde sul pelo del tuo cane, prenota una visita: il veterinario è l’unica persona in grado di confermare la presenza dei dermatofiti e di distinguerli da altre patologie della pelle del cane (allergie, scabbia, piodermiti).
Per arrivare a una diagnosi certa, il veterinario può ricorrere a:
- Esame clinico: ispezione delle lesioni e valutazione della loro forma circolare.
- Lampada di Wood: la luce ultravioletta fa fluorescere alcuni ceppi di Microsporum canis. È un test rapido ma non sufficiente da solo.
- Esame microscopico: l’osservazione al microscopio dei peli e delle squame prelevati dalle lesioni cerca le spore fungine.
- Coltura fungina: peli e croste vengono messi in coltura per identificare il fungo responsabile e ottenere così una diagnosi certa.
- PCR: in alcuni casi si ricorre al test PCR sui campioni per individuare il DNA dei dermatofiti con maggiore precisione.
Quali sono le cause della tigna nei cani?
La tigna nei cani è un’infezione fungina della pelle del cane, del pelo e talvolta delle unghie, causata da funghi dermatofiti. I responsabili più frequenti sono Microsporum canis, Microsporum gypseum e Trichophyton mentagrophytes. Si tratta della dermatofitosi nel cane più comune nella pratica clinica.
La trasmissione avviene per contatto diretto con un animale infetto o per contatto indiretto con oggetti, superfici o tessuti contaminati: spazzole, collari, cucce, tappeti. Le spore fungine sopravvivono nell’ambiente per molti mesi — fino a 12-18 mesi — e bastano poche spore per innescare un nuovo contagio. Cuccioli, cani anziani e soggetti immunodepressi sono i più esposti, ma nessun cane è del tutto al riparo.

Quali sono i fattori predisponenti?
Tra i principali fattori predisponenti della micosi di cane:
- Sistema immunitario indebolito (cuccioli, anziani, cani con malattie croniche o in chemioterapia).
- Condizioni di sovraffollamento, tipiche di canili, allevamenti e gattili: molti animali in spazi ristretti facilitano il rischio di contagio.
- Ambiente caldo e umido che favorisce la moltiplicazione delle spore fungine.
- Scarsa igiene dell’animale o dell’abitazione.
- Presenza di parassiti che indeboliscono la barriera cutanea e aumentano la fragilità della superficie della pelle.
- Alcune razze predisposte (Yorkshire Terrier, Jack Russell, Pechinese), anche se la tigna nei cani può colpire qualsiasi soggetto.
Come si cura la micosi della pelle nel cane?
Il trattamento della tigna nei cani è quasi sempre lungo, generalmente tra 4 e 8 settimane, e combina terapie locali e sistemiche. Quando il veterinario conferma la diagnosi certa, in genere prescrive:
- Farmaci antimicotici per via orale, come l’itraconazolo o il ketoconazolo, con monitoraggio del livello epatico e attenzione agli eventuali effetti collaterali.
- Creme, lozioni e shampoo antimicotici da applicare due o tre volte a settimana sulle lesioni e su tutto il mantello, per ridurre la diffusione delle spore fungine. Queste creme specifiche, prescritte dal veterinario, agiscono direttamente sulle croste e sulle aree di perdita di peli.
- Decontaminazione ambientale: lavaggio a 60 °C di tessili, cucce e coperte; pulizia e disinfezione dei pavimenti; aspirapolvere quotidiana per eliminare peli e croste dispersi nell’ambiente domestico.
Tutti gli animali infetti della stessa abitazione vanno trattati contemporaneamente, anche se asintomatici. La durata del trattamento è confermata dal veterinario solo dopo due colture fungine consecutive con risultato negativo, a 15 giorni di distanza l’una dall’altra. Interrompere la terapia troppo presto è la prima causa di recidiva nella micosi di cane.
Sulle lesioni più estese possono comparire infezioni batteriche secondarie: in quel caso il veterinario aggiunge un antibiotico per il tempo necessario.
Buona notizia: una volta diagnosticata e trattata correttamente, la tigna nei cani guarisce nella grande maggioranza dei casi. La chiave è la pazienza e il rispetto della prescrizione veterinaria fino alla conferma di guarigione.
Le spese di consulenza, esami diagnostici e terapie per una dermatofitosi nel cane possono pesare sul budget. L’assicurazione Santévet rimborsa le spese veterinarie legate a malattie dermatologiche del cane secondo la formula sottoscritta. Una volta assicurato, il tuo animale è coperto a vita dalle garanzie Santévet.
La micosi del cane è contagiosa per l’uomo?
Sì: la tigna nei cani è una zoonosi, cioè una malattia che si trasmette anche agli esseri umani. Il contagio avviene per contatto diretto con un animale infetto o per via indiretta tramite oggetti contaminati. Bambini, anziani e persone immunodepresse sono i più esposti al rischio di contagio.
Sulla superficie della pelle umana, le lesioni appaiono come placche rosse a forma di anello (herpes circinato), con croste, squame e talvolta prurito. Sul cuoio capelluto la tigna nei cani trasmessa all’uomo può lasciare una chiazza di perdita di peli. Quasi sempre la malattia è benigna negli esseri umani: una visita dal medico e l’applicazione di creme antimicotiche risolvono il problema in poche settimane. Le forme più ostinate riguardano soprattutto le persone fragili e, in alcuni casi, possono comparire infezioni batteriche sovrapposte alle lesioni.
Per limitare la trasmissione:
- lavati le mani dopo aver maneggiato il cane;
- isola l’animale infetto durante le prime settimane di terapia;
- evita che i bambini accarezzino il cane nelle zone con lesioni o croste;
- disinfetta cucce, spazzole, ciotole e tessuti.
La tigna nei cani colpisce anche i gatti, spesso ancora più dei cani: se vivi con entrambi, leggi il nostro approfondimento sulla tigna nel gatto per agire su tutti gli animali della casa.
In sintesi
I funghi rappresentano una doppia minaccia per il cane: tossici se ingeriti, contagiosi se microscopici e cutanei. In entrambi i casi la rapidità della reazione e l’intervento del veterinario fanno la differenza. Una volta assicurato, il tuo cane è coperto a vita dalle garanzie Santévet: le tue spese veterinarie legate a un’intossicazione, a una dermatofitosi nel cane o a qualsiasi altra patologia improvvisa vengono rimborsate dalla nostra assicurazione, secondo la formula scelta.
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