In breve:
- L’ipotiroidismo nel cane è una patologia endocrina dovuta a un’alterata funzione della ghiandola tiroidea, che colpisce soprattutto cani adulti tra i 4 e i 10 anni.
- Le razze più predisposte sono Golden Retriever, Labrador Retriever e Dobermann.
- I sintomi più frequenti includono letargia, aumento di peso, problemi cutanei, perdita di pelo, forfora e intolleranza al freddo.
- La terapia è semplice, quotidiana e a vita: con un controllo veterinario regolare, la prognosi è eccellente e l’aspettativa di vita resta paragonabile a quella di un cane sano.
Quali sono le cause dell’ipotiroidismo nel cane?
L’ipotiroidismo nel cane nasce da una carenza nella produzione di ormoni tiroidei da parte della ghiandola tiroidea, una piccola struttura situata ai lati della trachea, nel collo. Questi ormoni regolano numerose funzioni dell’organismo e il metabolismo generale: quando vengono prodotti in quantità insufficiente, tutto rallenta. Sia i maschi sia le femmine possono essere colpiti, senza distinzioni di sesso.
Nella maggior parte dei casi parliamo di ipotiroidismo primario, ossia di un’alterazione che origina direttamente dalla ghiandola tiroidea. Le due principali forme di ipotiroidismo primario sono:
- Tiroidite linfocitica: una patologia autoimmune in cui il sistema immunitario aggredisce la ghiandola tiroidea distruggendone progressivamente i follicoli. È riconosciuta come la causa più frequente nei cani ipotiroidei e si associa spesso alla presenza di anticorpi anti-tireoglobulina.
- Atrofia idiopatica della tiroide: una degenerazione del tessuto tiroideo senza causa apparente, in cui le cellule funzionali vengono progressivamente sostituite da tessuto adiposo.
Esistono anche altre forme di ipotiroidismo, più rare: l’ipotiroidismo secondario (carenza di TRH o di TSH ipofisario), le forme post-traumatiche o post-chirurgiche, e l’ipotiroidismo congenito, presente già alla nascita. L’ipotiroidismo congenito è responsabile di alterazioni gravi dello sviluppo scheletrico e dell’attività mentale del cucciolo, ma è raro rispetto alle forme acquisite. La tiroidite linfocitica resta, di gran lunga, la causa più frequente fra le forme di ipotiroidismo del cane adulto.
A che età il cane sviluppa problemi alla tiroide?
L’ipotiroidismo viene diagnosticato prevalentemente in cani in età adulta, tra i 4 e i 10 anni, anche se non sono esclusi casi più precoci, soprattutto nelle forme di ipotiroidismo congenito, o nel cane anziano. Pur potendo colpire qualsiasi cane, alcune razze risultano più predisposte a questa malattia: i casi sono più frequenti nei Golden Retriever, nei Labrador Retriever e nei Dobermann, ma anche in Cocker Spaniel, Alani, Setter Irlandesi e Boxer.
Trattandosi di una patologia a sviluppo lento, i primi segni possono essere confusi con il normale invecchiamento del cane: per questo è importante non sottovalutare un cambiamento di carattere, una perdita di pelo o un aumento di peso ingiustificato in un cane di mezza età.
Quali sono i sintomi dell’ipotiroidismo nel cane?
I sintomi dell’ipotiroidismo nel cane sono molto variabili e spesso aspecifici, perché gli ormoni tiroidei regolano numerose funzioni dell’organismo. Nei cani con segni clinici evidenti, le manifestazioni più comuni sono:
- Letargia e intolleranza all’esercizio: il cane appare meno reattivo, dorme più del solito e si stanca facilmente anche per piccoli sforzi.
- Aumento di peso: il cane ingrassa pur mangiando la stessa quantità di cibo o anche meno.
- Alterazioni del pelo: mantello secco, opaco, fragile, con aree alopeciche soprattutto sui fianchi, sulla coda (“coda di topo”) e sul tronco.
- Pelle ispessita e secca: con forfora, iperpigmentazione e ritardo nella cicatrizzazione delle ferite.
- Intolleranza al freddo: il cane cerca posti caldi e trema più del solito.
- Infezioni cutanee ricorrenti: dermatiti batteriche o fungine e otiti che si ripresentano di frequente.
- Sintomi neurologici: debolezza muscolare, paralisi parziale, in casi più rari associazione con miastenia gravis o sindrome di Horner.
- Cambiamento di carattere: alcuni cani appaiono più apatici, depressi o meno interessati all’ambiente.
- Respiro affannoso: dovuto a debolezza dei muscoli respiratori o a complicanze cardiovascolari concomitanti.
- Problemi riproduttivi: infertilità nelle femmine, aborti e calo della libido nei maschi.
L’espressione clinica varia molto da soggetto a soggetto: nei cani con segni clinici prevalentemente cutanei si osservano forfora e alopecia diffusa, mentre nei cani con segni clinici neurologici predominano debolezza e alterazioni dell’attività mentale.
Come capire se il cane ha l’ipotiroidismo?
La diagnosi di ipotiroidismo non è sempre immediata, perché i sintomi possono essere confusi con altre patologie endocrine come la sindrome di Cushing o il diabete nel cane. Il percorso diagnostico in genere prevede:
- Visita clinica completa (40 a 70 €), con valutazione di pelo, peso corporeo, frequenza cardiaca e segni cutanei.
- Esami del sangue di base (60 a 130 €), che spesso rivelano una lieve anemia non rigenerativa, un aumento di grado variabile del colesterolo e dei trigliceridi e talvolta alterazioni di altri parametri biochimici.
- Dosaggio degli ormoni tiroidei: la T4 totale e, soprattutto, la misurazione del TSH (60 a 120 € circa) sono i due esami chiave per arrivare alla diagnosi di ipotiroidismo. Un T4 basso associato a un TSH elevato è fortemente indicativo di ipotiroidismo, mentre un valore di T4 al limite richiede esami di approfondimento.
- Ricerca degli anticorpi anti-tireoglobulina: un ausilio diagnostico nei casi dubbi di tiroidite linfocitica.
- Esecuzione di ecografie della regione cervicale o, raramente, biopsie della tiroide nei casi più complessi.
- Test di stimolazione con TSH esogeno: usato occasionalmente per confermare le forme di ipotiroidismo borderline; nei cuccioli con sospetto di ipotiroidismo congenito, la misurazione del TSH e di T4 totale resta l’esame di prima scelta.
Il veterinario terrà conto anche di farmaci in corso e di altre malattie non tiroidee, che possono alterare temporaneamente la misurazione del TSH e della T4 (la cosiddetta “sindrome del malato eutiroideo”). Una corretta diagnosi di ipotiroidismo richiede quindi sempre l’integrazione tra clinica ed esami del sangue mirati.
Come si cura l’ipotiroidismo nel cane?
Una volta posta la diagnosi di ipotiroidismo, la terapia è efficace e ben tollerata. Il trattamento di elezione è la somministrazione orale quotidiana di levotiroxina sodica, l’equivalente sintetico dell’ormone tiroideo prodotto dalla ghiandola tiroidea. Nella maggior parte dei cani ipotiroidei i miglioramenti sono visibili in poche settimane:
- L’energia e la vivacità tornano in 1-2 settimane.
- I problemi cutanei e la perdita di pelo migliorano in 1-3 mesi.
- Il peso si normalizza gradualmente con la dieta corretta e l’esercizio fisico.
Si tratta di una terapia da seguire a vita, con un dosaggio adattato al peso e ai valori ematici di ogni cane (15 a 50 €/mese circa, secondo il peso del cane). Alcune ore dopo la somministrazione del farmaco verranno effettuati controlli ematici per verificare l’efficacia della dose. Gli effetti collaterali sono rari, ma una dose troppo alta può provocare segni di ipertiroidismo iatrogeno (agitazione, sete eccessiva, dimagrimento): per questo è fondamentale il monitoraggio veterinario regolare.
Le visite di controllo, gli esami del sangue e il costo del farmaco sono rimborsati dall’assicurazione Santévet in base alla formula scelta. Una volta sottoscritta la polizza, il vostro cane è coperto a vita dalle garanzie Santévet, anche per una malattia cronica che richiede cure continuative.

Quali alimenti evitare in caso di ipotiroidismo nel cane?
Anche se l’alimentazione non sostituisce la terapia, una dieta equilibrata aiuta a mantenere stabile il peso e a sostenere la salute generale dei cani ipotiroidei. È consigliabile evitare:
- Alimenti molto grassi: i cani ipotiroidei tendono già ad avere ipercolesterolemia e ipertrigliceridemia, e i grassi peggiorano il quadro.
- Eccesso di iodio: alghe e integratori non prescritti possono interferire con la regolazione ormonale.
- Cibi industriali di scarsa qualità o ricchi di soia: la soia può interferire con l’assorbimento intestinale della levotiroxina.
- Snack e premi calorici fuori pasto: favoriscono l’aumento di peso tipico della patologia.
Privilegiate alimenti completi e bilanciati, formulati per cani adulti o senior, e somministrate sempre il farmaco con le modalità indicate dal veterinario (in genere a stomaco vuoto), per ottimizzarne l’assorbimento nel torrente circolatorio.
Quale monitoraggio per un cane ipotiroideo?
Il controllo veterinario è essenziale per tutta la vita dell’animale. Dopo l’avvio della terapia, lo schema tipico prevede:
- Un primo controllo ematico a 4-8 settimane per verificare T4 e TSH (60 a 120 €).
- Controlli successivi ogni 6-12 mesi (30 a 50 €), da abbinare alla visita clinica annuale.
- Aggiustamenti del dosaggio in base ai valori ematici e all’andamento clinico del cane.
L’assicurazione Santévet rimborsa le spese veterinarie (visite, esami, terapia) in base alla formula scelta: una volta assicurato, il vostro animale resta coperto a vita dalle garanzie Santévet, anche di fronte a una patologia cronica come l’ipotiroidismo.
Cosa comporta l’ipotiroidismo nel cane se non viene trattato?
Se non viene diagnosticato e curato, l’ipotiroidismo nel cane può portare a diverse complicanze:
- Problemi cardiaci: bradicardia (rallentamento del battito) e, nei casi più gravi, insufficienza cardiaca.
- Neuropatie periferiche: debolezza muscolare, paralisi parziale e altri disturbi neurologici.
- Mixedema: accumulo di mucopolisaccaridi nella cute, con gonfiore tipico del muso e delle palpebre.
- Infezioni cutanee croniche: dermatiti batteriche o fungine ricorrenti, secondarie alla pelle secca e ispessita.
- Ipercolesterolemia e ipertrigliceridemia: con possibile aumento del rischio cardiovascolare.
- Problemi riproduttivi: infertilità, aborti spontanei e calo della libido.
- Obesità: con maggior rischio di diabete, problemi articolari e riduzione dell’aspettativa di vita.
- Ridotte difese immunitarie: con maggiore predisposizione a malattie infettive.
Nei casi estremi e in assenza di terapia, è possibile arrivare al coma mixedematoso, una condizione patologica rara ma potenzialmente associata alla morte dell’animale. Per fortuna, una volta avviato il trattamento, questi rischi diventano molto bassi e i cani ipotiroidei tornano a una buona qualità di vita.

Qual è l’aspettativa di vita di un cane con ipotiroidismo?
L’aspettativa di vita di un cane con ipotiroidismo trattato correttamente è paragonabile a quella di un cane sano. Con una diagnosi tempestiva e una terapia ben condotta, i sintomi si controllano facilmente e le complicanze gravi sono rare. È fondamentale seguire le indicazioni del veterinario, in particolare le visite di controllo con prelievo ematico, per adeguare nel tempo il dosaggio del farmaco.
In sintesi: l’ipotiroidismo nel cane è una malattia ormonale dovuta a un’alterata funzione della ghiandola tiroidea. Si diagnostica facilmente con esami del sangue mirati e si cura con una terapia quotidiana semplice, da proseguire a vita, accompagnata da un monitoraggio veterinario regolare. Con il giusto trattamento, il vostro cane può continuare a vivere una vita lunga, attiva e serena.
Santévet
Lo specialista dell’assicurazione sanitaria per cani, gatti e NAC
