Non si sceglie un pastore australiano alla leggera. L’apparenza inganna, dice il proverbio: e in questo caso non potrebbe essere più vero.
Molto popolare anche in Italia, l’Australian shepherd viene spesso visto come un grosso peluche o un orsacchiotto vivente. È vero che l’Aussie — il diminutivo del pastore australiano — non manca certo di fascino, con il suo mantello dai colori straordinari (blue merle, red merle, nero, rosso, spesso arricchito da macchie bianche o focature color rame) e i suoi occhi vairon. Ma non manca neanche di carattere! Ed è proprio per questo che è fondamentale conoscere la sua natura prima di portarlo a casa, per evitare delusioni e brutte sorprese.
Sono ancora troppi i pastori australiani abbandonati perché i proprietari non si sono informati a sufficienza sulla razza, o perché hanno acquistato un cane che di pastore australiano aveva solo il nome.
Per chi è adatto il pastore australiano?
Il pastore australiano può essere un ottimo cane da famiglia e ha bisogno di condividere la vita del suo nucleo domestico. Tuttavia, non è un cane adatto a qualsiasi proprietario.
Prima di scegliere questa razza, è essenziale porsi una domanda: il pastore australiano sarà compatibile con il mio stile di vita?
L’Aussie ha bisogno di un proprietario all’altezza, capace di farsi rispettare con fermezza e dolcezza al tempo stesso — mai con la brutalità. È un cane sensibile, che risponde meglio a una guida coerente che a un approccio autoritario.

Come scegliere un cucciolo di pastore australiano
Quando si sceglie un cucciolo di pastore australiano, la regola d’oro è una sola: prendere il proprio tempo, anche a costo di visitare più allevamenti per trovare il cane giusto, cresciuto in buone condizioni e correttamente socializzato fin dalla nascita.
Vittima della moda, il pastore australiano è purtroppo oggetto di una produzione di scarsa qualità che convive con quella di allevatori seri e attenti al benessere dei cuccioli. La preferenza deve andare verso:
- un cucciolo con pedigree ENCI, iscritto al ROI (Registro Origini Italiano);
- un allevatore riconosciuto, capace di mostrarvi i genitori e di documentare i test sanitari (displasia dell’anca, mutazione del gene MDR1, anomalie oculari);
- una socializzazione precoce già avviata in allevamento, con esposizione a rumori, persone e altri animali.
Evitate invece i “mercanti di cani” e gli annunci online troppo economici: i prezzi anormalmente bassi nascondono quasi sempre cattive pratiche di allevamento.

Pastore australiano in appartamento o in campagna?
Le opinioni sono divise, ma il punto centrale resta lo stesso: di cosa ha davvero bisogno l’Aussie è l’esercizio. La vita in città è quindi possibile, a patto di avere il tempo da dedicargli ogni giorno.
Vivere in campagna è certamente un vantaggio, ma lasciare un pastore australiano da solo in giardino — per quanto grande — non è una soluzione. Anche in questo contesto ha bisogno di muoversi, di fare attività fisica e di attivazione mentale, e soprattutto di interagire con la propria famiglia.
Il pastore australiano non sopporta l’inattività né la solitudine. Un proprietario assente tutto il giorno non è ciò che gli serve.

Carattere del pastore australiano: quali sono i tratti distintivi?
L’Aussie è prima di tutto un cane da pastore, con tutto ciò che questo comporta: un animale che veglia sulla famiglia come farebbe con il proprio gregge. All’origine, il pastore australiano era già molto apprezzato per le sue attitudini nelle fattorie e nei ranch degli Stati Uniti, da cui provengono i suoi antenati.
Ancora oggi l’Australian shepherd sa benissimo mordicchiare i garretti delle mucche per riportarle nella giusta direzione, anche se la conduzione delle mandrie è oggi più rara rispetto al passato.
Oltre al bisogno di muoversi, il pastore australiano adora rendersi utile. È proprio per questo che lo si ritrova in ambiti dove servono fiuto e coraggio (ne riparliamo nella sezione dedicata alle attività cinofile). L’esercizio fisico, tuttavia, non basta: questo cane intelligente ha bisogno anche di far lavorare la testa.
Il pastore australiano convive senza problemi con altri animali da compagnia: cani, gatti, cavalli. Più questa abitudine viene introdotta in giovane età, più la convivenza sarà serena. È inoltre molto legato ai bambini, che ama tenere “sotto la sua ala”.
Infine, è un buon cane da guardia, attento e vigile — ma non è questa la qualità che dovrebbe motivarne la scelta.

Quali sono i pregi e i difetti del pastore australiano?
Come ogni razza, anche il pastore australiano ha aspetti che possono trasformarsi in difficoltà se gestiti male:
- energia inesauribile: senza sufficienti ore di esercizio quotidiane, diventa irrequieto e distruttivo;
- forte bisogno di compagnia: soffre molto se lasciato solo a lungo;
- sensibilità marcata: un addestramento troppo duro lo demotiva rapidamente;
- tendenza a vocalizzare: alcuni soggetti abbaiano spesso per richiamare l’attenzione o per noia;
- istinto da pastore: può tentare di “radunare” bambini o altri animali domestici mordicchiandone i talloni, un comportamento da reindirizzare con la giusta educazione.
In mani esperte e con uno stile di vita attivo, tutti questi aspetti diventano punti di forza.
Come educare un pastore australiano
L’educazione del cane pastore australiano richiede grande costanza e grande coerenza, almeno fino ai 18 mesi, età in cui raggiunge la maturità.
Con questa razza non si può rimandare nulla: tutto si gioca molto presto, fin dall’arrivo del cucciolo a casa. La socializzazione va proseguita senza esitazione, in modo che il cane scopra in sicurezza il suo nuovo mondo.
L’Aussie ama rispondere alle richieste del suo proprietario, ma a una condizione: che il lavoro avvenga nella gioia, senza costrizioni, e con regole chiare. Evitate di chiedergli troppe cose contemporaneamente o di dare comandi confusi.
Il consiglio Santévet: brevi sessioni di addestramento (5-10 minuti) ripetute più volte al giorno sono molto più efficaci di una sessione lunga. Concludete sempre con un esercizio riuscito e un rinforzo positivo (snack, gioco, carezze).
Il pastore australiano sa essere sensibile e focoso: dovrete anticipare i suoi slanci e indirizzare la sua energia verso attività utili, invece di reprimerli.

Quanto è impegnativo un pastore australiano?
Quanto vi costerà davvero, in termini di tempo e di energia? La risposta è onesta: molto. Un pastore australiano equilibrato richiede:
- almeno 1-2 ore di attività fisica intensa al giorno (passeggiate lunghe, corsa, gioco);
- sessioni di attivazione mentale quotidiane (giochi di problem solving, ricerca olfattiva, obbedienza);
- una vita sociale ricca, con contatti regolari con persone e altri cani;
- una presenza costante in famiglia.
Non è il cane giusto per chi lavora tutto il giorno fuori casa o per chi cerca un compagno tranquillo da divano. Se invece avete uno stile di vita attivo, l’Aussie sarà il vostro partner di sport e avventure ideale.
Quali sport e attività fare con il pastore australiano?
Le possibilità sono praticamente infinite: l’importante è che il vostro cane si diverta.
I “fondamentali”, alla portata di qualsiasi proprietario:
- lunghe passeggiate ed escursioni, dove può sfogarsi e socializzare con altri cani;
- giochi di rincorsa e nascondino;
- lancio del giocattolo preferito e riporto.
Di taglia media, il pastore australiano è versatile e ben proporzionato. Questo lo rende adatto a moltissime discipline cinofile, sia per puro divertimento sia in chiave agonistica:
- Agility, Flyball, Frisbee e Obedience sono gli sport favoriti dell’Aussie;
- per gli amanti della danza, eccelle nel Dog Dancing e nell’obbedienza musicale;
- pet therapy e attività di assistenza sociale, dove la sua sensibilità diventa una risorsa.
Grazie al suo eccellente fiuto, il pastore australiano è anche un ottimo cane da pista. Si distingue nelle attività di ricerca e soccorso di persone disperse, nella ricerca cinofila e — perché no — nella cerca del tartufo.
E poi c’è naturalmente la sua vocazione storica: il lavoro con il bestiame. Non tutti hanno un gregge da accudire a casa, ma appassionati e allevatori continuano a lavorare con gli esemplari della razza per preservarne le attitudini originarie, in particolare la guida dei greggi di pecore.
Bello, intelligente e collaborativo, il pastore australiano ha tutte le qualità per piacere. A condizione, però, di non sceglierlo d’impulso e di poter rispondere a tutti i suoi bisogni. In quel caso, avrete al vostro fianco un compagno straordinario, presente in ogni momento.
Quanto costa un pastore australiano?
Il prezzo di un cucciolo di pastore australiano con pedigree ENCI varia in media tra 800 e 1.500 € presso un allevamento riconosciuto, in funzione della linea di sangue, dei test sanitari effettuati e della reputazione dell’allevatore.
A questa cifra iniziale vanno aggiunti i costi di mantenimento:
- vaccinazioni, sverminazioni e controlli regolari dal veterinario (40 a 70 €);
- alimentazione di qualità adatta a uno stile di vita attivo e a una dieta equilibrata;
- eventuale sterilizzazione o castrazione;
- accessori indispensabili: spazzole, guinzaglio, giochi educativi.
Il pastore australiano vive in media 12-15 anni: si tratta quindi di un impegno economico e affettivo di lungo periodo.
Mini pastore australiano: una razza a parte
Il pastore americano in miniatura (Miniature American Shepherd) non è una versione “tascabile” del pastore australiano: si tratta di una razza a sé stante.
È stato selezionato in California negli anni ’60, a partire da pastori australiani di piccola taglia. La FCI (Fédération Cynologique Internationale) lo ha ufficialmente riconosciuto nel settembre 2019.
Le dimensioni standard sono:
- maschi: da 35,5 a 46 cm al garrese;
- femmine: da 33 a 43,5 cm al garrese.
Quanto al peso, lo standard precisa che quello “ideale di un individuo dipende dalla sua taglia, dal sesso e dalla morfologia“. Per fare un confronto, il pastore australiano misura tra 51 e 58 cm al garrese nei maschi e tra 46 e 53 cm nelle femmine.
Secondo lo standard ufficiale, il mini pastore americano è “oggi ben affermato negli Stati Uniti e all’estero. La sua versatilità e il suo aspetto notevole — a suo agio tanto in un ranch quanto in città — gli conferiscono un’identità unica“. Si tratta di “un cane dotato di un’agilità eccezionale, forte e resistente, capace di lavorare sui terreni più diversi“, un “compagno leale e lavoratore docile“.
Una nota importante: il taglio della coda e delle orecchie, ancora praticato in passato per ragioni estetiche, è oggi vietato dalla normativa italiana sul benessere animale. Tanto il pastore australiano quanto il Miniature American Shepherd si presentano oggi con coda e orecchie naturali (alcuni esemplari nascono con la cosiddetta natural bobtail, una coda corta congenita).
Salute del pastore australiano: cosa sapere
Il pastore australiano è un cane robusto, ma come ogni razza presenta delle predisposizioni genetiche da conoscere:
- displasia dell’anca e del gomito;
- patologie oculari come la cataratta giovanile, l’atrofia progressiva della retina e la collie eye anomaly, un’anomalia dell’occhio ereditaria;
- mutazione del gene MDR1, che rende alcuni soggetti sensibili a determinati farmaci (in particolare alcuni antiparassitari e anestetici);
- epilessia idiopatica e disturbi autoimmuni.
Controlli veterinari regolari, una dieta equilibrata e test genetici prima della riproduzione restano i pilastri della prevenzione.
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