Che cos’è la filaria nel cane?
Il termine medico è filariosi cardiopolmonare. Si tratta di una malattia cardiaca che può colpire cani e gatti, ma anche altri animali come furetti, volpi e lupi. È causata dalla Dirofilaria immitis, un parassita trasmesso dalla puntura di zanzare infette: non è invece contagiosa direttamente tra animali.
Dopo la puntura, le larve depositate sulla cute migrano attraverso i tessuti e raggiungono il sistema circolatorio. In pochi mesi si sviluppano nelle forme adulte, i cosiddetti vermi adulti, che si insediano nelle arterie polmonari e nel ventricolo destro del cuore, dove possono vivere fino a 5–7 anni. Le filarie adulte, lunghe fino a 30 cm di lunghezza, ostacolano il flusso sanguigno e provocano nel tempo un’insufficienza cardiaca, talvolta con esito improvviso.
Esiste anche una seconda specie correlata, la Dirofilaria repens, responsabile della filariosi sottocutanea: forma meno grave, che si localizza sotto la pelle e provoca noduli o lesioni cutanee. Quando si parla di filaria nel cane, però, ci si riferisce nella maggior parte dei casi alla forma cardiopolmonare, decisamente più pericolosa.
Ciclo vitale del parassita
Il ciclo della D. immitis coinvolge due ospiti: la zanzara, che funge da vettore, e il cane (o il gatto), che è l’ospite definitivo.
- Una zanzara punge un cane infetto e ingerisce le microfilarie presenti nel sangue.
- All’interno della zanzara, le microfilarie si trasformano in larve infettanti (forma larvale L3) nell’arco di 10–14 giorni.
- Alla puntura successiva, la zanzara deposita le L3 sulla cute di un nuovo animale.
- Le larve attraversano la pelle, migrano nel tessuto sottocutaneo e muscolare, poi raggiungono il torrente sanguigno.
- Tra i 6 e i 9 mesi dopo l’infezione si sviluppano i vermi adulti nelle arterie polmonari; in seguito le filarie femmine rilasciano nuove microfilarie nel sangue, e il ciclo ricomincia.

Dove è diffusa la filariosi in Italia?
La filariosi cardiopolmonare è una patologia endemica in Italia, in particolare nella Pianura Padana (Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna, Piemonte), lungo le coste tirreniche e adriatiche e nelle aree con ristagni d’acqua. Negli ultimi anni, complici i cambiamenti climatici e la diffusione di zanzare invasive come la zanzara tigre, la malattia si è estesa anche al Centro e al Sud Italia, compresa la Sardegna.
Il periodo a rischio coincide con la stagione di attività delle zanzare, generalmente da aprile a ottobre/novembre, con un picco nei mesi estivi. In alcune aree del Sud Italia, dove le temperature restano miti, le zanzare possono essere attive quasi tutto l’anno: per questo molti veterinari raccomandano una prevenzione mensile per 12 mesi ai cani che vivono in queste zone o che viaggiano spesso.
Quali sono i sintomi della filariosi nel cane?
I primi segni della filariosi nel cane compaiono molti mesi dopo l’infezione: per questo è fondamentale conoscere i sintomi e non sottovalutarli. La gravità del quadro clinico dipende dal numero di parassiti presenti, dalle dimensioni e dall’attività fisica del cane.
I sintomi evolvono nel tempo, di pari passo con la progressione dell’infestazione.

Primo stadio della malattia
Nelle fasi iniziali, il cane può presentare uno o più dei seguenti segni clinici:
- Stanchezza marcata e scarsa voglia di muoversi
- Tosse secca e persistente, che peggiora con l’esercizio
- Perdita di peso progressiva
- Problemi cutanei (più tipici della filariosi sottocutanea)
- Indebolimento muscolare
- Difficoltà respiratorie e respiro affannoso
- Versamento pleurico (liquido nei polmoni)
- Episodi di sincope o perdita di coscienza
- Insufficienza renale, con aumento di urea e creatinina

Secondo stadio della malattia
Con il progredire dei danni cardiaci e polmonari, il cane o il gatto può manifestare:
- Indebolimento generale molto importante
- Anoressia e rifiuto del cibo
- Letargia profonda
- Urine molto scure (segno di emolisi)
- Disturbi neurologici
- Tachicardia, con aumento del rischio di arresto cardiaco
- Distensione addominale per accumulo di liquido (ascite)
Più i vermi adulti sono numerosi, più la situazione si aggrava. La presenza di un’abbondante infestazione può portare alla sindrome della vena cava, un’emergenza in cui i parassiti ostruiscono il flusso sanguigno a livello dell’atrio e della vena cava: si manifesta con collasso improvviso, urine scure e ittero, e richiede un intervento chirurgico immediato per evitare la morte del cane.
Al minimo dubbio, contatta subito il veterinario. Una diagnosi precoce aumenta in modo significativo le possibilità di salvare l’animale.
Cosa succede se il cane prende la filaria?
Senza trattamento, l’infezione evolve in modo silenzioso per mesi o anni. Le filarie adulte ostacolano il flusso sanguigno nelle arterie polmonari e nel ventricolo destro, costringendo il cuore a un lavoro eccessivo. Le conseguenze principali sono:
- Ipertensione polmonare cronica
- Insufficienza cardiaca congestizia destra
- Danni irreversibili a polmoni, fegato e reni
- Tromboembolia polmonare in caso di morte spontanea dei vermi adulti
Nel gatto, il quadro è diverso: pur essendo un ospite meno favorevole alla D. immitis, anche poche filarie possono provocare la cosiddetta HARD (Heartworm Associated Respiratory Disease), con tosse, asma felina, vomito e, talvolta, morte improvvisa senza segni premonitori. Per questo motivo la prevenzione resta fondamentale anche nei gatti, soprattutto se vivono in aree endemiche o hanno accesso all’esterno.
Come capire se un cane ha la filaria? I test diagnostici
Per confermare la filariosi, il veterinario esegue diversi esami, le cui spese veterinarie possono essere rimborsate dall’assicurazione cane o dall’assicurazione gatto Santévet:
- Test antigenico (ELISA o snap test): rileva gli antigeni rilasciati dalle filarie adulte femmine (35 a 60 €); è il test di prima scelta nel cane.
- Test di Knott modificato: cerca le microfilarie circolanti nel sangue tramite microscopio.
- Esami del sangue completi: emocromo, profilo biochimico, urea e creatinina per valutare lo stato generale (60 a 130 €).
- Radiografie del torace ed ecocardiografia: per visualizzare le filarie adulte nelle arterie polmonari, valutare i danni cardiaci e polmonari ed escludere altre cause di tosse (radiografia toracica 60 a 150 €, ecocardiografia 90 a 150 €).
- Nel gatto, dove i test antigenici sono meno sensibili, si ricorre a una combinazione di test anticorpale, ecocardiografia e radiografia toracica.
Il momento giusto per il test è importante: dopo una possibile esposizione, occorre attendere almeno 6–7 mesi perché le filarie adulte producano antigeni rilevabili. Per questo motivo molti veterinari programmano il test di controllo prima dell’inizio della profilassi annuale, generalmente all’inizio della primavera.
Come si cura la filariosi nel cane?
Se la diagnosi è confermata, la terapia è lunga e richiede massima attenzione. Il cane deve essere mantenuto a riposo forzato per 30–60 giorni, con limitazione totale dell’attività fisica: lo sforzo, infatti, aumenta il rischio di tromboembolia polmonare durante la morte dei parassiti.
Il protocollo standard, in linea con le linee guida internazionali oggi adottate dai veterinari italiani, prevede tre fasi:
- Trattamento con doxiciclina: un antibiotico che indebolisce la Wolbachia, batterio simbionte delle filarie, e riduce la patogenicità dei vermi adulti. Si somministra per via orale per circa 4 settimane.
- Lattoni macrociclici (ivermectina, milbemicina, moxidectina, selamectina): farmaci orali o spot-on che eliminano le microfilarie e le larve in via di sviluppo.
- Melarsomina dicloridrato: principio attivo specifico per uccidere le filarie adulte, somministrato tramite iniezioni intramuscolari profonde nella regione lombare, secondo un protocollo a 3 dosi (giorno 0, giorno 30, giorno 31).
La somministrazione di questi farmaci richiede una sorveglianza veterinaria attenta: la morte dei vermi adulti può provocare reazioni cardiovascolari serie e tromboembolia polmonare. Spesso si rende necessario un ricovero in clinica veterinaria, le cui spese possono essere rimborsate dall’assicurazione sanitaria Santévet.
Un intervento chirurgico può essere indispensabile nei casi più gravi, in particolare in presenza di sindrome della vena cava o di un’infestazione massiva del cuore. Si tratta di una procedura delicata, lunga e costosa, eseguita solo in cliniche veterinarie specializzate. Anche in questo caso, la polizza Santévet ti aiuta ad alleggerire le spese veterinarie. Una diagnosi tardiva, però, può lasciare comunque danni permanenti all’animale.
Consiglio Santévet: mai improvvisare cure fai-da-te o usare farmaci destinati ad altri animali. La terapia della filariosi va sempre prescritta e monitorata dal veterinario, con controlli regolari prima, durante e dopo il trattamento.
E nel gatto?
Nel gatto non esiste un trattamento approvato sicuro per uccidere le filarie adulte: la melarsomina è infatti troppo tossica per questa specie. La gestione è quindi prevalentemente di supporto, con corticosteroidi per controllare l’infiammazione polmonare, broncodilatatori in caso di sintomi respiratori e, nei casi più gravi, rimozione chirurgica delle filarie. La prevenzione, in questa specie, è ancora più importante della cura.
Prevenzione della filariosi: come proteggere il tuo cane
La filariosi è una malattia difficile da curare ma relativamente semplice da prevenire. La profilassi si basa su tre pilastri:
- Farmaci preventivi mensili o annuali: compresse appetibili (es. ivermectina, milbemicina oxima), spot-on a base di moxidectina o selamectina, oppure un’iniezione annuale di moxidectina a rilascio prolungato. La scelta del prodotto va concordata con il veterinario in base allo stile di vita, alla taglia e all’area di residenza.
- Test prima di iniziare: prima della prima profilassi, e ogni anno successivo, è fondamentale eseguire un test antigenico per escludere un’infezione già in atto. Iniziare la prevenzione in un cane positivo può causare gravi reazioni avverse.
- Controllo delle zanzare: ridurre i ristagni d’acqua in giardino, usare zanzariere e repellenti specifici per cani (collari o spot-on con permetrina, vietata invece nel gatto) abbatte il rischio di trasmissione.
La prevenzione va iniziata almeno un mese prima della stagione di attività delle zanzare e proseguita fino a un mese dopo l’ultima esposizione possibile; in molte regioni italiane, oggi si consiglia la profilassi 12 mesi all’anno.
Infine, ricorda che mantenere il cane in salute generale aiuta a sostenere la risposta immunitaria. Vaccinazioni regolari, controlli periodici e una buona gestione antiparassitaria contro pulci, zecche e zanzare sono la base. Per approfondire il calendario vaccinale, leggi il nostro articolo sui vaccini del cane.
Domande frequenti sulla filariosi nel cane
La filaria si trasmette dal cane all’uomo?
Non direttamente. La D. immitis può infettare l’uomo solo molto raramente e tramite la puntura di una zanzara infetta, non per contatto con un cane malato. Nell’uomo le filarie non riescono di norma a maturare e provocano al massimo noduli polmonali benigni.
Un cane può guarire dalla filaria?
Sì, se la diagnosi è precoce e si segue il protocollo veterinario completo (doxiciclina + lattoni macrociclici + melarsomina) la prognosi è buona. I casi avanzati, con danni cardiaci e polmonari estesi o sindrome della vena cava, hanno invece una prognosi più riservata.
Quanto costa il trattamento della filariosi?
Il costo varia in base al peso del cane, alla durata della terapia e all’eventuale ricovero. Tra esami diagnostici, farmaci, controlli ed eventuale ospedalizzazione, le spese veterinarie possono superare facilmente i 1.000 €. Un’assicurazione sanitaria permette di affrontare la terapia senza dover scegliere fra cure e budget familiare.
Il vaccino contro la filaria esiste?
No. Non esiste un vaccino contro la Dirofilaria immitis: la “puntura per la filaria” di cui si sente parlare è in realtà l’iniezione annuale di moxidectina, un farmaco antiparassitario, non un vaccino.
Proteggi il tuo animale con Santévet
La filariosi cardiopolmonare è una malattia che non va sottovalutata: la diagnosi precoce e una terapia tempestiva sono decisive per la sopravvivenza del cane o del gatto. La prevenzione resta lo strumento più efficace: collari, spot-on, compresse mensili o iniezione annuale, da scegliere insieme al veterinario in base alla zona in cui vivi.
L’assicurazione sanitaria Santévet rimborsa le spese veterinarie legate a malattie come la filariosi: esami diagnostici, terapie, ricovero ed eventuale intervento chirurgico. Una volta assicurato, il tuo animale è coperto a vita dalle garanzie Santévet, così potrai concentrarti solo sulla sua salute.
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