L’essenziale (TL;DR)
- L’ingresso dei cani nei negozi cambia da un’attività all’altra: i proprietari dei locali decidono caso per caso.
- Nei supermercati e nei negozi di alimenti vale il Reg. CE n. 852/2004, che vieta gli animali soltanto nelle aree di preparazione e manipolazione del cibo.
- Al ristorante o al bar la legge italiana non vieta il cane: la decisione spetta al gestore.
- I cani considerati potenzialmente pericolosi devono portare guinzaglio e museruola in tutti i luoghi pubblici.
- I cani guida hanno diritto di accesso a tutti i luoghi e mezzi pubblici (Legge n. 37/1974).
- Tieni il tuo cane calmo, al guinzaglio e rispettoso degli altri.
In quali negozi possono entrare i cani?
In Italia non esiste una norma unica che disciplini l’ingresso dei cani nei negozi: ogni esercente è libero di stabilire la propria politica, salvo i divieti previsti dai regolamenti comunali e dalla normativa igienico-sanitaria. Il risultato è semplice: alcuni negozi accolgono volentieri il tuo amico a quattro zampe, mentre altri lo escludono.
Nei supermercati delle grandi catene (come Coop, Esselunga, Conad o Carrefour), i cani sono spesso vietati, anche se di piccola taglia, al guinzaglio o trasportati in una borsa. Si tratta di una questione igienica, soprattutto in presenza di alimenti freschi. Alcune catene, però, hanno iniziato a introdurre carrelli speciali (i cosiddetti “Only Dog”) che permettono di portare il cane all’interno senza che entri in contatto diretto con i prodotti. L’unica eccezione assoluta riguarda i cani guida dei non vedenti, ammessi ovunque per legge.
Nei negozi non alimentari (abbigliamento, arredamento, librerie, bricolage), le norme sono in genere più flessibili. Insegne come IKEA, Leroy Merlin, Decathlon, Feltrinelli o La Rinascente accettano spesso i cani al guinzaglio o nel trasportino. Le politiche cambiano però da punto vendita a punto vendita: meglio informarsi all’ingresso.
Nei centri commerciali, la presenza dei cani è di solito tollerata negli spazi comuni, ma ogni singola attività decide se ammetterli. Cerca i pittogrammi sulle vetrine o chiedi direttamente al personale.
Nei piccoli negozi, come panetterie, parrucchieri o profumerie, l’accoglienza dipende dal titolare. In caso di dubbio, una semplice domanda, «Posso entrare con il mio cane?» risolve la questione.
Da ricordare: se sei accompagnato da un cane guida, nessun esercente può negarti l’accesso. È un diritto sancito dalla legge.
Il consiglio di Santévet: prima di portare il tuo cane in un negozio o in un luogo pubblico, preparalo. Abitualo alla presenza di altre persone e animali, insegnagli a restare calmo, a camminare al guinzaglio senza tirare e a non abbaiare. Porta sempre con te una ciotola d’acqua, sacchetti per i bisogni e un gioco per tenerlo occupato.
I negozi possono vietare l’ingresso ai cani?
Sì. In linea generale, i proprietari dei locali aperti al pubblico hanno la facoltà di stabilire condizioni di ingresso, compresa quella di non ammettere animali. In questi casi, il divieto di accesso dovrebbe essere chiaramente segnalato all’ingresso con un cartello visibile, così da informare la clientela ed evitare contestazioni. Diversi comuni hanno regolamenti comunali specifici: il Regolamento per il benessere e la tutela degli animali del Comune di Milano, per esempio, richiede che il divieto sia motivato e comunicato all’apposito ufficio.
Il mio cane può accompagnarmi al ristorante o al bar?
In Italia nessuna legge nazionale vieta l’ingresso dei cani nei ristoranti e nei bar: la decisione spetta al gestore del locale. Molti esercenti, soprattutto quelli con dehors o terrazze, accolgono volentieri i clienti accompagnati dal cane; altri preferiscono non ammetterli per ragioni di igiene, sicurezza o comfort degli altri clienti.
Se il tuo cane è ammesso, deve restare calmo, ben educato e discreto. Non deve disturbare il servizio, importunare gli altri clienti o creare rischi igienici: evita di farlo circolare tra i tavoli, contieni eventuali latrati e tienilo accanto a te, idealmente legato al guinzaglio.
Chiedi sempre cortesemente il permesso al personale o al gestore prima di entrare. Anche se la normativa non lo impone per i cani comuni, è un gesto di rispetto verso gli altri clienti e facilita l’accoglienza del tuo cane.
I cani possono entrare nei supermercati e nei negozi di alimenti?
La regola generale è chiara: nei locali in cui si manipolano, preparano o conservano alimenti l’ingresso dei cani è vietato. La normativa di riferimento è il Reg. CE n. 852/2004, che vieta espressamente la presenza di animali domestici nelle cucine dei ristoranti e nelle aree di trattamento del cibo.
Per i punti vendita al dettaglio di alimenti, però, il Ministero della Salute (nota n. 23712 del 7 giugno 2017) ha chiarito che la norma non va interpretata in modo troppo restrittivo: l’accesso può essere vietato dal gestore soltanto qualora non possa gestire in altro modo il rischio di contaminazione. Se è possibile individuare le potenziali condizioni di contaminazione e adottare tutti gli accorgimenti opportuni, scaffali alti, carrelli dedicati, percorsi separati, l’ingresso dei cani può essere consentito. Questo spiega perché un numero crescente di catene introduca carrelli appositi o aree dedicate, anche per i cani di piccola taglia portati in borsa, come un chihuahua.
Attenzione, infine, a non lasciare il cane legato all’esterno per più di pochi minuti: oltre al rischio di furto, esiste il pericolo di un colpo di calore, una vera emergenza veterinaria nelle giornate estive, anche se l’esercente mette a disposizione una ciotola d’acqua.
Campeggi, B&B e hotel: con o senza cane?
Le strutture ricettive pet friendly sono in costante aumento in Italia, ma non si tratta della regola generale: meglio sempre informarsi prima di prenotare. Per la presenza dell’animale può essere richiesto un supplemento. In una locazione turistica di breve durata, il proprietario può vietare la presenza di animali domestici. In una locazione abitativa di lungo periodo, invece, è ormai consolidato il principio per cui il locatore non può imporre un divieto generalizzato, a condizione che l’animale non arrechi disagio.
Cosa prevede la legge per i cani considerati pericolosi?
In Italia, dal marzo 2009, la lista delle razze canine pericolose è stata abolita dall’ordinanza del Ministero della Salute firmata dal sottosegretario Francesca Martini. Oggi la normativa non individua razze “pericolose” a priori, ma responsabilizza il proprietario.
L’ordinanza del 6 agosto 2013 (più volte prorogata) e la giurisprudenza in materia impongono ad ogni proprietario alcuni obblighi, in particolare per i cani con precedenti di aggressività o segnalati dall’autorità veterinaria:
- condurre il cane al guinzaglio (massimo 1,50 m) in tutti i luoghi pubblici e aperti al pubblico;
- avere sempre con sé una museruola, rigida o morbida, e applicarla in caso di rischio per l’incolumità di persone e animali o su richiesta delle autorità;
- garantire la copertura assicurativa per la responsabilità civile in caso di danni a terzi.
Razze come il Rottweiler, l’American Staffordshire Terrier, il Tosa Inu o il Dogo Argentino, iscritti o meno all’ENCI (Ente Nazionale Cinofilia Italiana), non sono automaticamente classificate come pericolose, ma richiedono comunque attenzione e una gestione responsabile.
Posso portare il mio cane nelle RSA o case di riposo?
Diverse RSA (Residenze Sanitarie Assistenziali) e case di riposo accolgono gli animali dei propri ospiti, purché non creino problemi all’interno della struttura. Le condizioni di accoglienza sono regolate dal regolamento interno: il residente deve essere in grado di accudire il proprio animale, che deve avere le vaccinazioni in regola e non rappresentare un pericolo per gli altri ospiti.
Cani e gatti fanno inoltre parte sempre più spesso di programmi di pet therapy (zooterapia), una pratica riconosciuta che aiuta a mantenere il legame sociale, stimolare la motricità e ridurre l’ansia delle persone anziane. Le sedute sono guidate da professionisti, e alcune strutture adottano persino animali residenti che diventano vere e proprie mascotte.
Dove non possono entrare i cani?
In generale, i cani non sono ammessi in molti uffici pubblici e servizi amministrativi:
- uffici postali,
- prefetture,
- comuni e municipi,
- agenzie delle entrate,
- caserme e commissariati.
I cani possono inoltre essere esclusi da fiere, saloni ed esposizioni. Anche molte spiagge italiane non ammettono i cani in alta stagione, mentre fuori stagione le regole sono spesso più morbide: informati in anticipo presso il Comune o lo stabilimento balneare. Infine, numerosi parchi e giardini pubblici vietano l’ingresso ai cani, come segnalato da appositi cartelli.
Un’eccezione importante: i cani guida entrano ovunque
Esiste un’eccezione netta a tutti i divieti: i cani guida dei non vedenti hanno diritto di accedere a tutti i luoghi aperti al pubblico e a tutti i mezzi di trasporto, gratuitamente e senza biglietto. Il quadro normativo è preciso:
- Legge n. 37 del 14 febbraio 1974, riconosce al non vedente il diritto di farsi accompagnare dal proprio cane guida su qualsiasi mezzo di trasporto pubblico senza pagare biglietto o sovrattassa, e di accedere agli esercizi aperti al pubblico.
- Legge n. 60 dell’8 febbraio 2006, integra la disciplina precedente e stabilisce che chi impedisce o ostacola l’accesso al non vedente accompagnato dal cane guida è soggetto a una sanzione amministrativa da 500 a 2.500 euro. La stessa norma consente al cane guida di non indossare la museruola, salvo richiesta esplicita di conducente o passeggeri sui mezzi pubblici.
Nonostante il quadro legale sia chiaro, episodi di rifiuto da parte di tassisti, esercenti o autisti restano purtroppo non rari. In questi casi, la persona non vedente può segnalare l’accaduto alle autorità e chiedere l’applicazione delle sanzioni previste.
Responsabilità civile e assicurazione sanitaria del cane
In caso di danni materiali o lesioni causati dal tuo cane a terzi, durante una passeggiata, in un negozio o in un luogo pubblico, la legge italiana stabilisce che il proprietario o il detentore dell’animale ne è responsabile (art. 2052 c.c.). Per tutelarti puoi sottoscrivere una polizza di responsabilità civile, che copre i danni causati dal cane a cose o persone. L’assicurazione Santévet propone questa garanzia in opzione, con copertura fino a 250.000 € per sinistro e tutela legale fino a 10.000 €.
La responsabilità civile è diversa dall’assicurazione sanitaria per il cane o dall’assicurazione per gatti, che invece rimborsa le spese veterinarie in caso di malattia o infortunio. Le polizze sanitarie Santévet sono “all risk” e rimborsano dal 50% al 90% delle spese imprevedibili, fino a 5.000 € all’anno.
In sintesi, in Italia l’accesso dei cani ai negozi e ai luoghi pubblici dipende dalle scelte di ogni gestore, dai regolamenti comunali e dal comportamento del cane. I cani guida beneficiano di un diritto di accesso universale, mentre gli altri animali da compagnia restano spesso fuori dai negozi di alimenti. Prima di uscire, chiedi sempre il permesso e fai in modo che il tuo cane sia calmo e ben educato: così potrai goderti al meglio le tue uscite, senza imprevisti.
Santévet
Leader europeo dell’assicurazione sanitaria per animali domestici
Foto: Pixabay
Fonti:
* Ministero della Salute, nota n. 23712 del 7 giugno 2017 (Reg. CE n. 852/2004)
** Legge 14 febbraio 1974, n. 37, Legge 8 febbraio 2006, n. 60
*** Ordinanza del Ministero della Salute del 3 marzo 2009