L’essenziale:
- Il Kangal è il cane con il morso più forte al mondo, con una pressione stimata di 743 PSI.
- La forza del morso non determina la pericolosità di un cane: il Pitbull o il Rottweiler hanno valori inferiori a quelli di molti mastini.
- Le aggressioni dipendono soprattutto da socializzazione mancata, ambiente inadatto o cattiva lettura dei segnali di disagio.
- In Italia non esiste più una lista ufficiale di razze canine pericolose dal 2009.
- Dopo un morso, l’iter è regolato dall’Ordinanza del Ministero della Salute del 6 agosto 2013 e gestito dal veterinario dell’ASL.
Cos’è la forza del morso e come si misura?
La forza del morso, o potenza del morso, indica la pressione che la mascella di un cane riesce a esercitare in un singolo morso. Gli scienziati la misurano in PSI (libbre per pollice quadrato): è l’unità di misura standard utilizzata negli studi che confrontano la quantità di pressione del morso di un cane con quello di altri animali. Per fare un paragone, il morso di un lupo si aggira intorno ai 400 PSI, mentre la potenza del morso di alcune razze di cani domestici supera i 700 PSI.
Va precisato che la potenza in kg di pressione varia in base alla taglia della testa del cane, alla conformazione della mascella e allo stile di vita dell’esemplare. Razze selezionate nel corso della storia per la difesa del bestiame o per affrontare prede di grandi dimensioni hanno sviluppato una corporatura muscolosa e una struttura craniale particolarmente robusta. Conoscere la forza del morso di un cane aiuta a inquadrare meglio una razza, ma non basta a definirne il temperamento.
Quali sono i cani con il morso più forte? La classifica in PSI
Ecco la classifica della potenza del morso delle dieci razze più note nella letteratura cinofila. Il Kangal, cane da pastore originario della Turchia, guida nettamente la classifica: la sua mascella esercita una pressione di 743 PSI, valore che lo rende il cane più potente nel mordere fra le razze domestiche.
- Kangal – 743 PSI
- Bandog – 730 PSI
- Cane Corso – 700 PSI
- Mastiff inglese – 552 PSI
- Dogue de Bordeaux – 556 PSI
- Rottweiler – 328 PSI
- Pastore tedesco – 238 PSI
- Pitbull – 235 PSI
- Dobermann – 228 PSI
- Chow-Chow – 220 PSI
Il Kangal viene impiegato da migliaia di anni per la guardia delle greggi sugli altopiani anatolici: il suo istinto protettivo lo rende un cane da guardia formidabile, ma anche un compagno affettuoso in famiglia, se cresciuto con una socializzazione adeguata e affidato a proprietari esperti. Il Cane Corso, originario dell’Italia meridionale, vanta una mascella imponente e una storia legata alla guardia delle masserie, che lo colloca stabilmente nelle prime posizioni della classifica della forza del morso.

Altre razze potenti che completano la top 20
Oltre alle dieci razze citate, ci sono altri cani il cui morso particolarmente potente compare spesso negli studi sulla forza del morso, anche se i dati PSI disponibili sono più variabili:
- Tosa Inu — antico cane da combattimento giapponese, razza potente dal temperamento calmo se ben gestita.
- Akita Inu — cane giapponese dall’istinto protettivo marcato e dal buon carattere in famiglia.
- Bully Kutta — mastino del subcontinente indiano, citato fra le razze con la più alta forza del morso, ma rarissimo in Italia.
- Dogo argentino — selezionato per la caccia a prede di grandi dimensioni, mascella e corporatura muscolosa.
- Leonberger — gigante gentile dall’aspetto leonino, fra i cani da soccorso più amati.
- San Bernardo — altro fra i giganti gentili, storicamente impiegato sulle Alpi.
- Pastore Belga Malinois — cane da lavoro per eccellenza, scelto da molte forze dell’ordine.
- Mastino napoletano — molosso italiano dalla storia antichissima, fisicamente imponente.
- Bull Terrier — riconoscibile per la testa larga fortissimo e una mascella sorprendentemente potente.
- American Staffordshire Terrier — vicino genetico del Pitbull, dal temperamento equilibrato se ben educato.
Molte di queste razze rientrano nei Gruppi 1 (cani da pastore) o 2 (Pinscher, Schnauzer e molossoidi) della classificazione ENCI: esemplari che richiedono proprietari esperti e un percorso educativo strutturato fin da cucciolo.
Forza del morso e cane pericoloso: c’è davvero un legame?
Contrariamente a quanto si pensa, la forza del morso non basta a definire un cane pericoloso. Razze percepite come temibili, come il Pitbull o il Rottweiler, hanno valori PSI inferiori a quelli del Kangal, del Cane Corso o di molti mastini. In Italia, del resto, non esiste più una lista ufficiale di razze canine pericolose: l’Ordinanza del 23 marzo 2009, firmata dal Sottosegretario alla Salute Francesca Martini, ha abolito la cosiddetta «black list», riconoscendo che il rischio dipende dal singolo soggetto, dalla sua storia e dalla sua educazione, non dall’appartenenza a una razza potente.
Significa che il morso di un cane può colpire indipendentemente dalla potenza della sua mascella, se l’animale si trova in un contesto stressante, doloroso o malinteso. Anche un Labrador o un Border Collie, razze considerate equilibrate, possono reagire quando i loro bisogni comportamentali non vengono rispettati. La storia individuale del cane pesa quanto la sua appartenenza di razza.
Consiglio Santévet: la scelta della razza è importante, ma è ancora più indispensabile accompagnare il vostro cane con un’educazione gentile e una socializzazione adeguata fin da cucciolo, per prevenire ogni forma di aggressività.

Qual è la razza di cane che morde di più?
Negli studi internazionali, le razze più frequentemente coinvolte nei morsi non sono quasi mai quelle in cima alla classifica della potenza del morso, ma piuttosto quelle più diffuse nelle case. In Italia non esistono dati ufficiali nazionali consolidati sulle morsicature per razza: il Ministero della Salute non pubblica una statistica unica e i numeri vengono raccolti localmente dalle singole ASL attraverso il «Registro dei cani morsicatori».
Ciò che è certo è che il Pastore tedesco, il Labrador e il Jack Russell figurano spesso fra i protagonisti degli incidenti rilevati, semplicemente perché sono fra le razze più presenti nelle famiglie italiane. Non è quindi la razza in sé a determinare il rischio, ma il numero di esemplari in circolazione e il modo in cui vivono all’interno dei nuclei familiari. Anche un Pastore tedesco ben socializzato resta uno dei cani più equilibrati che si possano scegliere come compagno affettuoso.
Perché i cani attaccano?
Le aggressioni non dipendono da una presunta cattiveria innata di alcune razze. Studi e linee guida pubblicate dalla FNOVI (Federazione Nazionale Ordini Veterinari Italiani) e dai medici veterinari esperti in comportamento animale individuano tre fattori chiave:
- una socializzazione adeguata mancata nei primi mesi di vita,
- condizioni di vita inadatte (isolamento, mancanza di stimoli, dolore cronico, contatti scarsi con altri animali),
- una cattiva lettura dei segnali di disagio emessi dall’animale.
Sapevate che anche la salute incide sul comportamento? Un cane malato o sofferente può diventare più reattivo quando si sente minacciato, e in questi casi alcune spese veterinarie possono essere rimborsate dalla polizza sanitaria per cani Santévet. Sono quindi educazione, ambiente, salute e relazione con l’umano a determinare il rischio, molto più della razza o della forza del morso.
I bambini, in particolare i maschi sotto i 15 anni, sono fra le vittime più frequenti, spesso perché non riconoscono i segnali di stress del cane. Gesti apparentemente innocui come sbadigliare, distogliere lo sguardo o leccarsi il naso indicano che l’animale è a disagio: insegnare ai più piccoli a leggerli aiuta a prevenire molti incidenti.
Consiglio Santévet: per ridurre il rischio del morso di un cane, educate i bambini al linguaggio canino e non lasciateli mai soli con un animale, nemmeno se familiare.
Il mio cane ha morso: cosa devo fare?
Se il vostro cane ha morso una persona o un altro animale, è essenziale agire rapidamente e rispettare la normativa italiana, definita dall’Ordinanza del 6 agosto 2013 sulla tutela dell’incolumità pubblica dall’aggressione dei cani.
Il medico del pronto soccorso (o il veterinario, se la vittima è un altro animale) segnala l’episodio all’ASL competente. Il veterinario dell’ASL esegue una prima visita clinica del cane, seguita da una seconda visita dopo dieci giorni, per escludere sintomi riconducibili alla rabbia, malattia oggi sostanzialmente assente dal territorio nazionale ma comunque sotto sorveglianza.
In caso di rischio elevato, il veterinario dell’ASL prescrive una valutazione comportamentale a cura di un MVECA (Medico Veterinario Esperto in Comportamento Animale), iscritto nelle liste FNOVI. Il cane viene inserito nel «Registro dei cani morsicatori» e il proprietario è tenuto a:
- stipulare un’assicurazione di responsabilità civile per i danni causati dal proprio animale,
- frequentare un percorso formativo, il cosiddetto «Patentino»,
- utilizzare guinzaglio e museruola nei luoghi pubblici, secondo le indicazioni dell’autorità sanitaria.
Una visita comportamentale completa valuta non solo il cane, ma anche le relazioni all’interno del nucleo familiare, ed esclude eventuali patologie organiche all’origine del comportamento. È spesso il primo passo di un percorso riabilitativo concreto, durante il quale una polizza adeguata, come quella offerta da Santévet, vi aiuta a far fronte ai costi imprevisti legati a questo iter.
Quanti morsi vengono registrati in Italia?
Come accennato, in Italia non esiste un dato nazionale consolidato sul numero di morsicature: ogni ASL gestisce il proprio registro locale e le inchieste giornalistiche più recenti hanno confermato che neppure il Ministero della Salute dispone di una cifra ufficiale aggregata. I casi mortali risultano comunque rari e legati molto spesso a situazioni di promiscuità o di gravi carenze gestionali.
Ciò che invece è molto chiaro è il quadro normativo: tutela dell’incolumità pubblica, segnalazione obbligatoria all’ASL, valutazione comportamentale e responsabilità civile del proprietario. La sottoscrizione di una polizza RC, raccomandata per ogni cane e obbligatoria per i cani inseriti nel registro morsicatori, è una garanzia essenziale per affrontare con serenità qualsiasi imprevisto.
Storia delle razze potenti e scelta consapevole
La storia delle razze più potenti racconta cani selezionati nei secoli per compiti precisi: guardia del bestiame, caccia, traino, soccorso. Il Mastiff inglese e il Mastino napoletano accompagnano l’uomo da migliaia di anni; il Rottweiler è un cane da lavoro di origine romana, storicamente impiegato come custode di mandrie e di mercanti; il Pastore tedesco è entrato nella storia recente come cane da lavoro per eccellenza in molti corpi militari e di polizia.
Ogni cane ha un proprio temperamento, una propria soglia di tolleranza e un linguaggio corporeo unico, anche all’interno della stessa razza. Scegliere un Cane Corso, un Rottweiler o un Mastiff non significa portare a casa un cane aggressivo: significa scegliere un esemplare che richiede coerenza, attività fisica e una relazione strutturata, oltre a proprietari esperti capaci di interpretarne i segnali.
L’unico modo di prevenire il morso di un cane è la combinazione di tre fattori: una socializzazione adeguata nei primi mesi di vita, un’educazione gentile ma coerente e una conoscenza solida del proprio cane. Un temperamento calmo non nasce per caso: lo diventa grazie all’ambiente in cui il cane cresce, indipendentemente dalla potenza del suo morso. Anche una razza potente come il Cane Corso può così rivelarsi un compagno affettuoso e una presenza serena in famiglia.
Una volta assicurato, il vostro animale resta coperto a vita dalle garanzie Santévet, anche dopo un episodio che ha richiesto una valutazione comportamentale. Per scoprire la formula più adatta al vostro compagno, consultate la nostra assicurazione sanitaria per cani.
Santévet
Esperti europei in assicurazione sanitaria per cani e gatti
Foto: Pixabay
Fonti:
- Ordinanza del Ministero della Salute, 6 agosto 2013, Tutela dell’incolumità pubblica dall’aggressione dei cani
- Ordinanza Ministeriale 23 marzo 2009, abolizione della lista delle razze canine pericolose
- FNOVI — Federazione Nazionale Ordini Veterinari Italiani, linee guida MVECA