Come alimentare un gatto: consigli pratici e quantità
Quante volte al giorno bisogna dare da mangiare al gatto? Una sola, oppure più? Lasciare le crocchette sempre a disposizione? Per imparare come alimentare un gatto in modo equilibrato conta sapere cosa offrirgli, in che quantità e con quale frequenza. Ecco i consigli dei nostri esperti per costruire la dieta di un gatto, dal gattino al gatto anziano, tenendo conto del suo stato di salute e del suo stile di vita.
Come alimentare un gatto al meglio: le opzioni possibili
Il gatto è un carnivoro stretto: il suo bisogno nutrizionale primario è la proteina animale di alto valore biologico, accompagnata da pochi carboidrati e da un’idratazione costante. Carne, pesce e una piccola quota di verdure ben tollerate costituiscono la base di una buona alimentazione del gatto. Detto questo, la frequenza dei pasti è un capitolo a parte.
Perché un solo pasto al giorno può bastare?
Uno studio dell’Università di Guelph (Ontario, Canada) pubblicato sulla rivista Plos One il 18 settembre 2020 mette in discussione l’abitudine di suddividere il cibo in più razioni quotidiane. Secondo gli autori, ai gatti adulti basta un solo pasto al giorno per coprire i loro bisogni nutrizionali. Una conclusione che invita a ripensare le abitudini più comuni nell’alimentazione del gatto.
Casi particolari
Lo studio prevede una variante in base al singolo gatto, perché ogni animale è diverso: età, attività fisica, peso e stato di salute influiscono sul numero ideale di pasti. In molti casi conviene comunque suddividere la razione giornaliera in pasti piccoli, soprattutto per gatti adulti sedentari, gattini in crescita o gatti con disturbi intestinali.
Le conclusioni dello studio
I ricercatori canadesi hanno seguito due gruppi di gatti per tre settimane, confrontando un solo pasto giornaliero con più razioni distribuite nell’arco della giornata. Il gruppo nutrito una sola volta ha mostrato una maggiore sazietà e una concentrazione plasmatica di aminoacidi più elevata. Un meccanismo paragonabile al digiuno intermittente nell’uomo, con benefici sul metabolismo.

Come alimentare un gatto con esigenze particolari
Quale alimentazione per un gatto malato?
Per un gatto malato, una dieta adeguata è parte integrante della cura. Alcuni accorgimenti utili:
- L’alimentazione terapeutica viene prescritta solo dal veterinario e va seguita fino alla guarigione. Sono disponibili sia crocchette sia paté, secondo le abitudini del gatto.
- In caso di insufficienza renale, la dieta è povera di fosforo e proteine. Per un gatto diabetico, i carboidrati vanno calibrati con precisione.
- Se il vostro gatto soffre di disturbi intestinali come diarrea o stipsi, scegliete un alimento molto digeribile.
- I gatti con problemi cardiaci necessitano di una dieta specifica: seguite sempre le indicazioni del veterinario. Le spese di consulto (50-150 €) vengono rimborsate dall’assicurazione gatto Santévet, che copre anche una parte degli alimenti terapeutici prescritti, permettendo al vostro micio di ricevere la nutrizione più adatta alla sua patologia.
Consiglio Santévet: se il vostro gatto rifiuta il cibo per più di 24 ore, contattate subito il veterinario. In alcuni casi è necessaria un’alimentazione assistita per evitare complicazioni.
Quali crocchette scegliere per un gatto sedentario?
Un gatto domestico o sedentario consuma meno energie di un gatto che ha accesso all’esterno: l’alimento deve essere studiato sul suo stile di vita. In commercio si trovano crocchette “indoor” formulate proprio per questo profilo: una scelta da consigliare.
Per mantenere la massa muscolare, le crocchette devono contenere almeno il 40% di proteine animali, preferibilmente di alto valore biologico. La componente lipidica resta intorno al 12% per evitare il sovrappeso, mentre i carboidrati vanno limitati. Rispettate sempre le dosi indicate sulla confezione.
Per favorire un buon senso di sazietà, scegliete formule arricchite con fibre. Una piccola quota di verdure ben tollerate, come fagiolini lessati, può completare la razione apportando poche calorie.
Per un gatto adulto di taglia media (circa 4 kg) che vive in casa, la quantità ideale si aggira tra i 50 e i 60 g di crocchette al giorno, da aggiustare in base all’attività fisica e alla condizione corporea.
La dieta del gatto anziano
A partire dai 7-8 anni il vostro micio entra nella fase senior e i suoi bisogni cambiano in base all’età. L’apporto calorico va ridotto di circa il 20%. Per facilitare la digestione e proteggere l’apparato digestivo, suddividete i pasti in più porzioni piccole nell’arco della giornata.
Per proteggere la funzione renale, controllate il livello di fosforo nell’alimento. Per sostenere le difese immunitarie, scegliete cibi arricchiti con antiossidanti (vitamine E e C). Gli omega 3 e 6 favoriscono la salute articolare e la lucentezza del pelo.
Il veterinario può consigliarvi un’alimentazione specifica per il gatto anziano, con crocchette più tenere. Il cibo umido è particolarmente indicato in caso di problemi dentali: l’accumulo di tartaro provoca gengiviti e malattie parodontali, che rendono dolorosa la masticazione. Una pulizia dentale regolare, da concordare con il veterinario, aiuta a prevenirli.
Per stimolare l’idratazione, distribuite più ciotole d’acqua in luoghi tranquilli della casa. L’acqua deve essere sempre fresca e pulita. Le fontanelle a circolazione spesso invogliano i gatti a bere di più.

Pasti a volontà o più pasti piccoli al giorno?
Molti veterinari concordano: lasciare le crocchette sempre a disposizione è una scelta valida, a patto di rispettare la razione giornaliera complessiva. Suddividere la quantità totale in più ciotole asseconda l’istinto del gatto, che in natura caccia e consuma piccole prede più volte al giorno, e lo invita anche a muoversi.
Distribuite le porzioni in più punti della casa, in zone tranquille e lontane dalla lettiera. L’acqua fresca deve sempre accompagnare il cibo: anche qui, più ciotole sono meglio di una.
Distributori automatici quando siete fuori casa
Se avete un gatto particolarmente vorace, può essere utile suddividere la razione in più pasti piccoli per evitare grandi abbuffate. Quando le vostre giornate fuori casa lo rendono complicato, i distributori automatici sono una soluzione pratica: programmabili o a tempo, si trovano facilmente nei negozi specializzati e online, con prezzi che variano da una quindicina di euro a oltre 100 €.
Chiedete sempre il parere del veterinario: vi aiuterà a verificare il peso del vostro gatto e a escludere sovrappeso o obesità, condizioni che pesano sulla salute e favoriscono problemi cardiaci e diabete, ma che spesso passano inosservate ai proprietari.

Sovrappeso e obesità
Sovrappeso e obesità corrispondono a un accumulo eccessivo di grasso corporeo che nuoce alla salute del vostro micio.
Per aiutare il gatto a tornare in forma serve una strategia nutrizionale dedicata: suddividete la razione in più pasti piccoli nell’arco della giornata per limitare i picchi glicemici e scegliete formule ipocaloriche e ricche di proteine animali.
L’attività fisica è altrettanto determinante e rafforza il legame con il vostro animale. Stimolate il gatto con giochi interattivi — palline, bacchette con piume, giochi di intelligenza — e con tiragraffi o alberi a più livelli che lo invitino ad arrampicarsi.
Un controllo regolare del peso consente di calibrare le porzioni con precisione. Pesate il vostro gatto a intervalli regolari: la perdita di peso deve restare graduale, tra l’1% e il 2% a settimana, per preservare massa muscolare e vitalità.

Quanto e quando dare da mangiare al gatto?
Quanti grammi di crocchette per un gattino di 1 o 3 mesi?
Per un gattino di 1 mese in fase di svezzamento, la razione consigliata è di 25-40 g di crocchette al giorno. La stessa quantità vale per un gattino di 2 mesi.
A 3 mesi la razione sale leggermente, fino a 40-50 g di crocchette al giorno, da distribuire in 4-5 piccoli pasti.
Per un’alimentazione completa potete combinare crocchette e cibo umido:
- 150 g di paté + 20 g di crocchette per un gattino di 2 mesi
- 200 g di paté + 30 g di crocchette per un gattino di 3 mesi
Privilegiate crocchette specifiche per gattini, più ricche di proteine e adatte alla crescita. Lasciate sempre una ciotola d’acqua fresca a disposizione. Per approfondire, consultate la nostra guida sull’alimentazione dei gatti.
L’alimentazione di un gatto adulto
I gatti adulti hanno bisogno di una dieta calibrata sullo stile di vita. La razione varia in base al peso e all’attività fisica: un gatto di 4 kg che vive in appartamento, senza grande attività fisica, mangia di solito tra 50 e 65 g di crocchette al giorno. Per un gatto che esce all’aperto, la quantità sale di circa il 20%.
Con l’avanzare dell’età, l’organismo richiede un’attenzione particolare alle proteine. Una combinazione equilibrata di cibi secchi e umidi aiuta a prevenire la formazione di calcoli urinari.
Un po’ di carne lessata, offerta saltuariamente, è un buon complemento alle crocchette. Le leccornie vanno dosate: l’eccesso favorisce il sovrappeso e la formazione di boli di pelo, che a loro volta possono dare nausea o vomito.
Meglio le crocchette o il cibo umido?
Le crocchette stimolano la masticazione e aiutano l’igiene orale, si conservano a temperatura ambiente e hanno un costo contenuto. Praticità e prezzo le rendono la scelta più diffusa.
Il cibo umido garantisce un’idratazione naturale grazie alla forte percentuale d’acqua, fino all’80%. Più ricco di proteine e meno calorico a parità di volume, aumenta la sazietà. La sua texture e l’aroma intenso lo rendono spesso più appetibile per i nostri mici.
La soluzione migliore? Un’alimentazione mista: circa 2/3 di crocchette e 1/3 di umido, per combinare i vantaggi di entrambi.

Cosa non devono mangiare i gatti?
Diversi alimenti della nostra cucina sono tossici per il gatto. In caso di dubbio o sospetta intossicazione, contattate subito il vostro veterinario o il Centro Antiveleni (CAV) dell’Ospedale Niguarda di Milano (02 6610 1029), attivo 24 ore su 24.
- Il cioccolato e i suoi derivati contengono teobromina, una sostanza che il gatto non metabolizza e che può causare gravi disturbi cardiaci e neurologici. Per approfondire, leggete il nostro articolo su perché il cioccolato è tossico.
- L’aglio e le cipolle danneggiano i globuli rossi del gatto e possono provocare anemia.
- Gli avanzi salati o speziati alterano l’equilibrio nutrizionale. Salmone affumicato, salumi e cibi grassi sovraccaricano i reni e possono favorire l’ipertensione.
- L’uovo crudo può veicolare salmonella e antagonisti della biotina: meglio cotto, e in piccola quantità.
- Il tonno in scatola in salamoia o in olio non è adatto come pasto regolare: troppo salato e poco bilanciato.
- L’avocado contiene persina, tossica per il gatto.
- Tè, caffè ed energy drink contengono caffeina, pericolosa per cuore e sistema nervoso.
- Attenzione anche a latte e derivati: dopo lo svezzamento, la maggior parte dei gatti sviluppa un’intolleranza al lattosio. Anche un piccolo pezzo di formaggio può provocare disturbi intestinali. Per saperne di più, leggete il nostro articolo sul latte ai gatti.
- La carne cruda, infine, può veicolare batteri come la salmonella e affaticare il fegato.
Una panoramica completa è disponibile nella nostra guida sui cibi vietati ai gatti.

Bisogna cambiare spesso l’alimentazione del gatto?
Un gatto sano non ha bisogno di cambiare alimento di frequente: la stabilità nutrizionale favorisce un buon equilibrio intestinale e previene i disturbi digestivi.
I cambi di dieta si giustificano solo nei momenti chiave: passaggio all’età adulta, sterilizzazione, ingresso nella fase di gatto anziano o comparsa di problemi di salute specifici. In questi casi, chiedete consiglio al veterinario per programmare una transizione progressiva.
Il passaggio al nuovo alimento deve avvenire in 7-10 giorni minimo, mescolando gradualmente il vecchio e il nuovo cibo. Questa progressione aiuta il gatto ad accettare la novità senza compromettere il suo benessere digestivo.
Per imparare come alimentare un gatto correttamente, niente sostituisce il parere di un professionista della salute animale, che saprà adattare la dieta di un gatto ai suoi bisogni specifici. Una nutrizione di qualità è il primo gesto di prevenzione: tiene il vostro micio in forma giorno dopo giorno e contribuisce alla sua longevità.
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