L’essenziale : (TL;DR)
- I morsi di gatto sono “subdoli”: i denti del gatto, sottili e affilati, lasciano piccoli fori in superficie ma possono raggiungere tendini, muscoli e articolazioni.
- Pulizia immediata e disinfezione sono la prima difesa; in caso di mano, viso o ferita profonda è opportuno rivolgersi al Pronto Soccorso.
- Rabbia, tetano e malattia da graffio di gatto sono i principali rischi infettivi da conoscere dopo un morso di gatto.
Perché un morso di gatto è più pericoloso di quanto sembri
Le donne risultano più spesso coinvolte nei morsi di gatto, semplicemente perché passano in media più tempo a contatto con l’animale e sono quindi più esposte a episodi accidentali, soprattutto durante il gioco o le manipolazioni.
I morsi di gatto colpiscono molto spesso le mani, i polsi e gli avambracci, cioè le parti del corpo più esposte nell’interazione con il felino. A prima vista la ferita può sembrare lieve: due piccoli puntini sulla pelle. In realtà, i denti del gatto sono lunghi, sottili e affilati come aghi e possono raggiungere strutture profonde non visibili dall’esterno, tendini, muscoli, nervi o articolazioni.
Rispetto al morso di cane, che provoca più spesso lacerazioni evidenti, il morso di gatto si presenta con punture nette ma profonde, in cui i batteri vengono inoculati direttamente in profondità. È proprio questa la ragione per cui ogni morso di gatto va trattato con attenzione: il rischio reale è spesso superiore all’aspetto della ferita.
Che malattie può trasmettere il morso del gatto?
Dopo un morso di gatto, le complicanze non sono rare. Tra le più frequenti ricordiamo:
- ascessi e infezioni cutanee
- lesioni dei nervi
- lesioni dei tendini, con possibile riduzione della mobilità
- trasmissione di malattie infettive
Vediamo nel dettaglio i rischi principali per la salute.
Malattia da graffio di gatto
La malattia da graffio di gatto è una zoonosi causata dal batterio Bartonella henselae, trasmesso ai gatti dalle pulci. Nell’uomo si trasmette principalmente attraverso graffi e morsi, oppure tramite la puntura delle stesse pulci infette.
Il batterio si trova nei globuli rossi: le pulci, dopo essersi nutrite del sangue di un gatto infetto, possono trasmettere la malattia ad altri ospiti. Un gatto può essere portatore sano e non mostrare alcun segno clinico: per questo è impossibile riconoscere a occhio nudo un soggetto infetto. La bartonella si osserva soprattutto nei gattini e nei gatti randagi.
Nella maggior parte dei casi la malattia da graffio di gatto è benigna e si manifesta con linfonodi ingrossati, febbre lieve e affaticamento. Nei soggetti immunodepressi o nei bambini con difese ridotte, però, possono comparire complicanze più gravi a livello neurologico, cardiovascolare, polmonare o oculare. Il medico può prescrivere una terapia antibiotica, eventualmente associata a un antidolorifico.
Se hai dubbi sulla salute del tuo gatto, parlane con il veterinario: un esame del sangue permette di verificare se l’animale è portatore (60 a 130 €). L’assicurazione sanitaria per gatti Santévet rimborsa visite veterinarie, esami diagnostici e trattamenti.
Un morso può trasmettere la rabbia?
Tra i rischi più temuti c’è la rabbia, una malattia neurologica grave causata dal Lyssavirus. Una volta comparsi i sintomi è sempre mortale e colpisce i mammiferi, in particolare cani, gatti, volpi e pipistrelli. Essendo una zoonosi, è trasmissibile anche all’uomo.
Il virus è molto concentrato nella saliva degli animali infetti. La trasmissione avviene quindi attraverso il morso di un soggetto malato, che in quel momento può non presentare alcun segno clinico ed essere comunque contagioso. Una volta inoculato, il virus migra nel sistema nervoso provocando alterazioni del comportamento e disturbi neurologici, fino alla morte per distruzione delle cellule cerebrali.
L’Italia è considerata indenne dalla rabbia urbana, ma il rischio non è azzerato del tutto, soprattutto se il morso proviene da un gatto randagio o da un animale di cui non conosci lo stato vaccinale. In questi casi è importante rivolgersi rapidamente al Pronto Soccorso e segnalare l’episodio al Servizio Veterinario dell’ASL, che valuterà l’eventuale profilassi antirabbica.
Un morso può causare il tetano?
Il tetano è provocato dalla tossina di un batterio (Clostridium tetani) presente nel terreno e nella polvere. La tossina colpisce il sistema neuromuscolare e causa contratture, spasmi muscolari, convulsioni e, nelle forme gravi, paralisi dei muscoli respiratori. Non è una malattia contagiosa, ma può essere mortale e nelle forme più gravi richiede il ricovero in terapia intensiva.
L’antitetanica e i richiami periodici proteggono efficacemente dalla malattia. Dopo un morso, verifica sempre quando hai effettuato l’ultimo richiamo: in caso di dubbio, il medico può prescrivere una dose supplementare.
Setticemia: un rischio nei soggetti fragili
In rari casi, un morso di gatto può portare a una setticemia, soprattutto nelle persone immunodepresse o con malattie croniche come il diabete. In queste condizioni le difese immunitarie sono ridotte e l’infezione può diffondersi rapidamente nel sangue: la ferita va trattata al più presto.
Quando preoccuparsi per un morso di gatto?
Non aspettare: rivolgiti al medico o al Pronto Soccorso quando:
- il morso si trova sulla mano, sul piede o vicino a un’articolazione
- la ferita è sul viso o sulla testa, una situazione frequente nei bambini
- la ferita appare profonda, in qualunque parte del corpo
- la ferita contiene corpi estranei che non riesci a rimuovere
- la persona morsa è immunodepressa (terapia con cortisone, HIV…) o diabetica
- la vaccinazione antitetanica non è aggiornata o non ricordi l’ultima dose
- l’aggressore è un gatto randagio o un animale di cui non conosci lo stato vaccinale contro la rabbia
Come per il morso di cane, in Italia qualsiasi morso da parte di un animale domestico va segnalato al Servizio Veterinario dell’ASL o al Servizio di Igiene Pubblica: si tratta di un obbligo di legge.
Come curare e disinfettare un morso di gatto
I sintomi di infezione o ascesso
Anche se hai pulito subito la ferita, controlla la sua evoluzione nei giorni successivi. Un’infezione si riconosce da:
- arrossamento
- gonfiore e dolore
- secrezione purulenta dalla ferita
- comparsa di febbre
Se compaiono questi sintomi, consulta rapidamente il medico. Quando l’infezione si chiude sotto la pelle e si raccoglie del pus, può formarsi un ascesso, che richiede drenaggio e terapia antibiotica.
In ogni caso, ricorda di:
- chiedere al proprietario il libretto delle vaccinazioni del gatto, per verificare il vaccino antirabbico
- controllare la copertura antitetanica della persona morsa
I morsi di gatto sono spesso definiti “subdoli”: i denti del gatto, sottili come aghi, provocano lesioni che in superficie sembrano poco serie, mentre in profondità possono interessare strutture delicate. Una ferita può causare un’emorragia più o meno abbondante e va sempre disinfettata, anche se sembra “solo” una traccia.
Come disinfettare un morso di gatto?
Se la ferita è chiaramente superficiale, puoi procedere così:
- lava subito la ferita con acqua corrente e sapone, facendo scorrere abbondante acqua per alcuni minuti
- rimuovi eventuali corpi estranei (peli, polvere, residui)
- risciacqua a lungo e tampona delicatamente
- applica una soluzione antisettica (clorexidina o iodopovidone)
- copri con una garza sterile
- in caso di dolore, puoi assumere un antidolorifico come il paracetamolo
In caso di sanguinamento, comprimi la zona con un panno pulito e solleva l’arto, se possibile. Se il sangue non si arresta o è abbondante, contatta il numero d’emergenza.
Controlla la ferita ogni giorno e ripeti la disinfezione (30 a 80 €). Al minimo dubbio, prenota una visita medica senza aspettare.
C’è un rischio per i tendini della mano?
Sì. Alcuni morsi di gatto richiedono un intervento in Pronto Soccorso e, in molti casi, in sala operatoria. Le complicanze sono frequenti, soprattutto quando il morso si trova in una zona con tendini superficiali (mano, polso, dita): possono comparire lesioni tendinee o nervose. Se la zona si gonfia o si arrossa, è essenziale una valutazione medica con eventuale terapia antibiotica.
Che antibiotico prendere per un morso di gatto?
L’automedicazione è da evitare. La decisione di prescrivere un antibiotico spetta al medico, dopo aver valutato la ferita: nei morsi di gatto è spesso indicata l’associazione amoxicillina + acido clavulanico, ma la scelta resta clinica. Un antidolorifico come il paracetamolo può alleviare il dolore.
Alcune ferite richiedono una visita in Pronto Soccorso o un intervento chirurgico. Il medico indirizza il paziente verso uno specialista (chirurgo della mano, infettivologo) quando necessario. Le ferite al viso vengono in genere suturate subito, mentre quelle in altre parti del corpo vengono lasciate aperte per favorire il drenaggio.
Il consiglio di Santévet: se il tuo gatto morde una terza persona e sono necessarie cure mediche, è la responsabilità civile del proprietario (o di chi ha l’animale in custodia) a coprire le spese. L’assicurazione Santévet propone formule che includono questa garanzia.
Cosa fare con il gatto che ha morso?
Anche se sembra in piena salute, il gatto che ha morso una persona deve essere sottoposto a osservazione veterinaria, secondo il protocollo italiano standard per la sorveglianza della rabbia: l’animale viene tenuto sotto controllo per circa 10 giorni dal Servizio Veterinario dell’ASL, con visite di verifica per escludere segni clinici della malattia.
Se durante l’osservazione l’animale mostra sintomi sospetti, la persona morsa viene indirizzata alla profilassi antirabbica post-esposizione. Il proprietario è tenuto a collaborare con il Servizio Veterinario e a fornire il libretto vaccinale.
Perché il gatto morde? Come prevenire i morsi
Molti morsi di gatto possono essere evitati conoscendo meglio il comportamento dell’animale. Un gattino separato troppo presto dalla madre, oppure un gatto poco socializzato, tende più facilmente a mordere durante il gioco o quando si sente sovrastimolato. Per approfondire le cause dei comportamenti aggressivi e capire come gestirli, leggi la guida su gatto aggressivo.
Anche con un gatto familiare, vale la pena osservare i segnali di disagio (coda agitata, orecchie all’indietro, pupille dilatate) e fermare l’interazione prima che si arrivi al morso. I bambini devono imparare a non disturbare il gatto mentre mangia o dorme e a non avvicinare il viso ai denti del gatto durante il gioco: la maggior parte dei morsi nei più piccoli si verifica proprio in questi momenti.
E in caso di morso di altri piccoli animali domestici?
Anche conigli, criceti, ratti e topi domestici possono mordere o graffiare. Il principio è lo stesso: lavare con acqua e sapone, disinfettare e verificare la copertura antitetanica. Se la ferita sanguina, è profonda, oppure compaiono gonfiore, dolore persistente o febbre, rivolgiti al medico.
In conclusione
I morsi e i graffi di gatto possono sembrare innocui, ma meritano sempre attenzione: ferite apparentemente piccole possono nascondere lesioni profonde o complicanze infettive importanti. Una pulizia immediata, un controllo medico tempestivo nei casi a rischio e una buona conoscenza del comportamento del tuo gatto sono i tre pilastri per gestire al meglio queste situazioni, sia che si tratti di un morso di gatto sia di un morso di cane.
Santévet
Leader dell’assicurazione sanitaria per animali
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