Perché il gatto ha il pelo arruffato?
Adottare un gatto a pelo lungo o semilungo è una scelta che richiede impegno: il mantello delle razze a pelo lungo necessita di una manutenzione regolare. Anche i gatti a pelo corto non sono completamente esenti, soprattutto durante la muta stagionale.
Le cause del pelo arruffato sono diverse:
- Mancanza di spazzolatura: se il pelo morto non viene rimosso, si intreccia con il pelo sano e forma grovigli che si compattano nel tempo.
- Muta stagionale: in primavera e in autunno la perdita di pelo si intensifica e favorisce la comparsa dei nodi.
- Carenze nutrizionali: una dieta povera di acidi grassi essenziali e proteine di qualità rende il pelo opaco e fragile, più incline ad annodarsi.
- Disidratazione della pelle: una cute secca produce un mantello che si annoda con più facilità.
- Età e mobilità ridotta: un gatto anziano o sovrappeso fatica a pulirsi le zampe posteriori e la schiena, zone in cui i nodi tendono a concentrarsi.
Tra gli altri motivi possibili figurano anche disturbi ormonali, parassiti cutanei o stress prolungato. Se il vostro gatto presenta improvvisamente un pelo arruffato senza una causa apparente legata alla toelettatura, può essere uno dei segnali di allarme di un problema di salute sottostante.
I nodi nel pelo del gatto: più di un problema estetico
Quando si trascura la spazzolatura, o quando si affida il proprio animale domestico a qualcuno che non riesce a manipolarlo durante un’assenza, è facile ritrovarsi con nodi e infeltrimenti sparsi nel mantello.
Al di là dell’aspetto poco curato, i nodi rappresentano un rischio reale. La pelle sotto il groviglio non respira più: si crea un microambiente caldo e umido in cui i batteri proliferano facilmente, causando irritazioni e infezioni cutanee. Sul mantello possono comparire anche forfora e croste.
A seconda della posizione, i nodi possono inoltre tirare la pelle e far soffrire l’animale, fino a ostacolarne i movimenti, in particolare quando si formano sotto le ascelle, all’inguine o lungo la schiena. Chi ha già affrontato il problema lo sa: rimuoverli è un’operazione lunga e delicata. Meglio prevenire che dover correre ai ripari.
Come togliere i nodi dal pelo del gatto
Prima cosa: i gatti poco abituati a essere manipolati raramente accettano di restare immobili a lungo. Procedete con calma, in più sessioni brevi se serve, e fermatevi appena il vostro animale domestico mostra segni di insofferenza.
Se i nodi non sono troppo stretti, provate a scioglierli pizzicandoli con le dita e mantenendo ferma la base alla radice, per non tirare la cute. Un pettine a denti larghi aiuta a districare il pelo morto procedendo lentamente dalla punta verso la radice, mai al contrario.
Se i nodi sono più ostinati, usate un paio di forbici a punta arrotondata. Attenzione: pelo e pelle a volte si confondono tanto i grovigli sono compatti, e il rischio di tagliare la cute è concreto. Tenete sempre le forbici parallele al corpo del gatto, mai perpendicolari.
Se la situazione vi sembra ingestibile, rivolgetevi a un toelettatore o al veterinario, che potrà ricorrere a una tosatrice. Addio bel mantello, ma il pelo ricrescerà.
In alcuni casi estremi — gatti adottati o trovati in condizioni di abbandono — i veterinari ricorrono a una leggera sedazione (50 a 150 €) per rimuovere infeltrimenti più grandi di una noce. In situazioni di questo tipo, le spese veterinarie sono rimborsate dall’assicurazione gatto Santévet: una volta assicurato, il vostro animale è coperto a vita dalle garanzie Santévet.

Come capire se il gatto sta male a causa dei nodi?
Alcuni segnali di allarme indicano che i nodi stanno diventando un problema serio per il vostro gatto:
- Si gratta o si lecca con insistenza sempre nella stessa zona.
- Evita di farsi toccare in un punto preciso (schiena, fianchi, base della coda).
- Cammina in modo rigido, zoppica o ha difficoltà a muovere le zampe posteriori.
- La pelle sotto il nodo è arrossata, calda al tatto o presenta croste.
- Compaiono forfora diffusa e zone di pelo opaco senza una causa evidente.
- Cambia il comportamento: diventa apatico, si nasconde o reagisce in modo aggressivo quando lo accarezzate.
In presenza di questi sintomi è bene prenotare una visita dal veterinario (40 a 70 €), anche per escludere altre cause sottostanti come parassiti, dermatiti o problemi metabolici. Diagnosticare in tempo è sempre meglio che intervenire tardi. In caso di irritazioni o lesioni cutanee, il veterinario potrà prescrivere una consulenza dermatologica specializzata (70 a 120 €) e una citologia cutanea se necessaria (50 a 100 €).
Consiglio Santévet
Per il benessere del vostro gatto e per la vostra tranquillità, se ha il pelo lungo dedicategli almeno una sessione di spazzolatura al giorno, seguita da un passaggio con un pettine metallico a denti larghi, anche contropelo, per rimuovere il pelo morto in profondità.
Abituatelo molto presto: questa piccola routine sarà tollerata meglio e potrete trasformarla in un momento di gioco con una piccola ricompensa finale. Molti gatti adorano essere spazzolati sul collo o sotto il mento e iniziano subito a fare le fusa di piacere.
Altrimenti, procuratevi un buon paio di guanti spessi per evitare morsi e graffi inattesi.
Prendersi cura del pelo del gatto ogni giorno è il modo più semplice per mantenere il mantello sano, prevenire i nodi e individuare in tempo qualsiasi cambiamento. Una dieta equilibrata, una corretta idratazione e qualche minuto di spazzolatura: ecco la routine vincente per il vostro compagno a quattro zampe.
Santévet
Insieme, prendiamoci cura del vostro animale

